martedì 28 luglio 2015

delle due l'una

Niè, c'è picca 'i fari, quando un cristiano non ha ricettu finisce con lo sfirniciarisi a destra e a manca. E va beh niente ci fa, sto usando farine alternative al solito grano, ho usato la farina di grano khorasan, denominato grano gigante o, più comunemente chiamato KAMUT® che è il marchio dell'azienda che lo produce.
 Questo grano antico è un parente stretto del grano duro moderno, contiene 
glutine ma non è stato biologicamente modificato ed è coltivato secondo i criteri dell'agricoltura biologica.
Ora, io dico 'na cosa: è mai possibile che devo accattare un grano che viene da lontano quannu, in Sicilia,
coltiviamo dei grani antichi secondo questi stessi criteri? Picchì, tra gli scaffali 
di qualunque supermercato io non trovo la tumminia e me la devo andare a cercare con il lumicino? 
Così per dire...
 Bruschetta di pizza o pizza bruschetta? Delle due l'una.
per 6 cristiani
difficoltà: facile
tempo di preparazione: 15 minuti più il riposo
tempo di cottura: 30 minuti circa
 Per l'impasto:
320 g di farina Kamut
80 g di farina di grano duro
circa 300 ml d'acqua tiepida
5 g di lievito di birra fresco
10 g di sale
un cucchiaio d'olio extra vergine d'oliva
un cucchiaino di zucchero
farina di rimacinato per le pieghe
per il condimento:
10 pomodori grossi e sodi
due spicchi d'aglio
basilico
olio extra vergine d'oliva
sale e pepe
impastate le due farine con con lo zucchero e il lievito sbriciolato, aggiungete poco per volta l'acqua necessaria e l'olio. Unire il sale e impastate fino a quando l'impasto avrà la giusta consistenza o fino a quando incorda attorno al gancio, se usate la planetaria. Realizzate qualche piega e poi ponetelo dentro una ciotola coperta da uno strofinaccio umido fino al raddoppio. Recuperate l'impasto, reimpastate qualche minuto e poi dividetelo in pezzatura di circa 60 g l'uno, realizzate delle palline e fate lievitare ancora fino al raddoppio coperte.
Preparate il condimento tuffando in acqua bollente per pochi istanti il pomodoro precedentemente lavato. Eliminate la buccia e i semi interni, realizzate una concassè, ponetelo dentro una ciotola e conditelo con gli spicchi d'aglio tagliati a metà, l'olio, il sale, il pepe e abbondante basilico, fate riposare coperto fino all'uso in frigo.
Riprendete l'impasto, usate della farina di rimacinato per spolverare la spianatoia e realizzate delle schiacciatine, praticate dei tagli sul bordo e all'interno per evitare che gonfino durante la cottura e infornate a 200°C per circa mezz'ora o fino a quando saranno dorate(*). Sfornate e condite le schiacciatine distribuendo il condimento e servite.
(*) per la cottura basatevi sulla conoscenza del vostro forno


sabato 25 luglio 2015

lamentati e stai bene


Dice che fa caldo, mah! Certo, non si può dire che ci sia freddo; considerando che siamo alla fine di luglio probabilmente un po' di caldo me l'aspetto. Quann'era picciridda c'erano le stagioni e 'ntà l'estate faceva caldo, almeno io mi ricordo così. Ora come ora sento solo lamentele per il troppo sudore, per il caldo, per l'estate intera. E va beh, lamentati e stai bene, si dice. Io aspetterò l'inverno, durante questa stagione non ho obiezioni di sorta, per ora me lo godo questo confortevole calduccio.
Le coppette fredde qua sotto hanno un vantaggio per la preparazione, a parte quello di un refrigerio piacevolissimo per il fine pasto, cu 'stu cauddu, il cioccolato è praticamente già sciolto, giusto il tempo di portarlo dal supermercato a casa, da una temperatura di meno 3 a più 35°C e il gioco è fatto.

Coppe al cioccolato, cardamomo e frutta ghiacciata
per otto cristiani
preparazione: 15 minuti
cottura: 10 minuti
300 g di cioccolato al latte
300 ml di latte
300 ml di panna fresca
5 bacche di cardamomo
5 tuorli
6 g di gelatina in fogli
frutti di bosco freschi o ghiacciati
pestate i semi contenuti dentro le bacche di cardamomo e metteteli da parte.
Ammollate la gelatina in acqua fredda. Versate in una casseruola il latte con la panna, aggiungete gli albumi e il cardamomo pestato; mescolate con una frusta a fili manuale e passate su fuoco dolce per circa 10 minuti, quando si forma sulla superficie una leggera schiuma.  Spegnete il fuoco e aggiungete la gelatina strizzata, mescolate per farla sciogliere completamente e poi montate la crema con delle fruste per un paio di minuti. Filtrate il composto con un colino a maglie fitte dentro la ciotola che contiene il cioccolato spezzettato o sciolto dal caldo. Effettuate questa operazione in tre volte, facendo attenzione che, a ogni aggiunta di miscuglio di latte, il cioccolato si amalgami perfettamente. Montate ancora una volta il composto con le fruste elettriche e poi versatelo in 8 coppe. Passate in frigo per almeno 4 ore. Al momento di servire distribuite la frutta sul cioccolato e servite. Io ho l'abitudine di congelare immediatamente i piccoli frutti di bosco per averli belli freddi prima di decorare i miei dolci, voi come fate?

martedì 7 luglio 2015

sfizi d'estate

Piccoli, dolci, sfizi d'estate, piaceri per la vista e per il palato. Perle da gustare lentamente nella frescura serale, cucchiaino dopo cucchiaino. Una mescolanza di piaceri accumunati dall'amore per le cose belle e dall'amicizia che queste lega. 
Le amarene di Erina, le ho sciroppate seguendo la ricetta di Misya, con queste dosi:
1350 g di amarene snocciolate
600 g di zucchero di canna
poi ho realizzato questo dolcino una sera per la mia amica Ramona che è venuta a trovarci con il suo fidanzato, La ricetta l'ho copiata da una raccolta di Sale & Pepe  "Dolci al cucchiaio, morbide tentazioni".
direi troppo dolce per i miei gusti, ridurrei lo zucchero, da 40 a 20 g, vui faciti come vuliti
100 g di cioccolato bianco
80-100 g di amarene
un albume
20 g di zucchero di canna
150 ml di panna fresca
spezzettate il cioccolato e scioglietelo a bagnomaria e montate la panna fredda. Montate l'albume con lo zucchero a neve ferma e poi incorporatelo al cioccolato fuso, delicatamente. Unite la panna e mescolate dal basso verso l'alto delicatamente. Versate in 4 bicchieri inserendo all'interno metà delle amarene fate rassodare in freezer per circa 4 ore e. Prima di servire, decorate con le amarene rimaste eun po' del loro sciroppo.

martedì 30 giugno 2015

la dieta e io


 Credo che questa che sto seguendo, sia la dieta più bella che una disgraziata, che deve perdere peso, possa seguire. Si mangia a tinchité, più devi perdere peso e più mangi; 'nsumma, qua dobbiamo darci di "tu" con il metabolismo, picchì nnì desimo sempre del "voi". Non può essere chiù!
Ora, 'nta sta dieta, è previsto lo scialapopolo nel uicchend che accumincia il venerdì. Il pollo al curry è una delle pietanze che si ponnu manciari, io non lu fici mai e, Alessio, grande sostenitore di diete sane, spezie, aromi e buona cucina  mi regalò la sua versione che vi vogghiu cuntari. Assittatevi e pigghiate un pizzino, io vaju a ringraziare Alessio!

Difficoltà: facile
Tempo di preparazione: 15 minuti più il riposo della carne
tempo di cottura: 15 minuti 
Per 4 cristiani:
600 g di petto di pollo intero
un cucchiaino da the colmo (assai) di curry
un cucchiaino da the colmo (assai) di curcuma
peperoncino in polvere a vostro gusto 
olio extra vergine d'oliva
tre cm di zenzero da grattugiare o in alternativa in polvere
200 g di cipolle
400 g di carote
200 ml di latte di cocco
200 g di riso basmati 
abbondante lattuga romana o cristallina tagliata a filetti e salata.
sale
Mescolate insieme il curry, la curcuma, il sale, il peperoncino e olio quanto basta per amalgamare e fluidificare il composto. Tagliate il pollo a cubetti, indossate dei guanti se non volete diventare cristiani dalle mani gialle, e massaggiate la carne per fare aderire la marinata. Coprite con la pellicola e fate riposare in frigo dalle 3 alle 4 ore; più riposa e meglio è, che ve lo dico a fare?
Trascorso il tempo di riposo affettate le cipolle nel senso della lunghezza e le carote a fiammifero, ponetele dentro un wok con due cucchiai d'olio, fate appassire e poi unite il pollo con la marinata. Mescolate per dividere i tocchetti di carne, grattugiate lo zenzero e cuocete fino a doratura. Spegenete il fuoco e versate il latte di cocco, fate riposare qualche istante. Preparate il riso basmati lessandolo in acqua salata; scolatelo e ponetelo sul piatto a servire, a fianco aggiungete una quarta parte della lattuga e infine il pollo con la sua crema. Ogni commensale deciderà se mescolare tutto o mangiare separatamente. Io arrimino tutte cose, vui, chi faciti?


domenica 21 giugno 2015

cuore rosso


 Un cuore duci e zuccherato è quello della mia amica Erina che mi pensa sempre, anche quando il suo albero produce queste prelibatezze. Le amarene. Io le dedico questo dolcino, Erina, chistu è ppì ttia; tanto love.
Grazie!
 Il signò Fabbri nun s'avi a siddiari se gli farò 'n'anticchia di concorrenza; amarene sciroppate a go-go! Prima di cimentarmi della pratica dello snocciolamento compulsivo vi lascio 'sta ricetta d'impatto piacevole e di facilissima esecuzione. Sfogliando un ricettario di Sale& Pepe vitti 'na foto bellissima di una panna cotta con il cuore di lamponi, ci futtivi l'idea modificando la ricetta alle mie esigenze sposando la panna con le mie amarene, Mizzica chi matrimoniu!
Panna cotta con il cuore d'amarena
per 8 cristiani
preparazione: 20 minuti
cottura: 5 minuti 
riposo: 4 ore
facilissima!

670 ml di panna fresca
100 g di zucchero di canna
16 g di gelatina in fogli
365 g amarene snocciolate
70 g di zucchero di canna
una bacca di vaniglia


 Ponete dentro il bicchiere del mixer 70 g di zucchero con le amarene, frullate e riducete in purea. Suddividete dentro 8 formine a forma di cuore e passate in freezer per un'ora o fino a quando saranno congelate.
Mettete la gelatina a bagno in acqua fredda, versate la panna in un pentolino con la vaniglia tagliata nel senso della lunghezza, distribuite anche i semi e cuocete fino quasi al bollore, spegnete, aggiungete la gelatina ammollata e strizzata, mescolate fino allo scioglimento; coprite con un coperchio e fate raffreddare mescolando ogni tanto.
Sformate i cuori dentro delle ciotole capienti di circa 11 cm di diametro e dai bordi bassi. Passate la panna dentro un colino e versatela tutt'intorno ai cuori, ponete in freezer per un'ora e poi in frigo fino al moneto di servire, non meno di un paio d'ore.


sabato 13 giugno 2015

sarde imbottite alla sinfasò

 
sono a dieta da due_mesi_due e si vede. Si vede talìannu 'ste paginette (nel senso che pubblicai picca e chiddu chi pubblicai non lo mangiai) e anche taliannu a mmia. Sono soddisfazioni per un semplice motivo: ho switchato. Nel ciriveddu ho girato la manopolina, cliccato l'interruttore, interrotto il desiderio di mangiare sempre e assai. Ma non ho modificato il modo di mangiare a meno di una prova fallimentare che, forse, un giorno, racconterò. Ora, 'ste sardicedde cascano in una di quelle sere di "ho voglia di qualcosa di buono" e, vi assicuro, è proprio fame.
Sappiate che, per i non_a_dieta, il piatto si potrebbe arricchire con briciole di pane e frutta secca, bonu fussi.

per tre cristiani
tempo di preparazione: 15 minuti
tempo di cottura: 55 minuti
difficoltà: facile
450 g di sarde già pulite (16 sarde)
350 g di peperoni (2 piccoli)
3 cipollotti
300 g di piselli freschi o 150 surgelati
20 g di finocchietto di montagna
2 cm di zenzero grattugiato
mezzo bicchiere di vino
sale e pepe
lavate i peperoni, tagliateli a metà, eliminate i semi e il picciolo, tagliateli a fiammifero e poi a dadini piccoli; poneteli dentro una padella con un cucchiaio d'olio, l'acqua, i piselli, il finocchietto tritato e i cipollotti tagliati a rondelle. Cuocete con il coperchio fino a quando i piselli saranno cotti, circa 30 minuti e se l'acqua dovesse evaporare prima del tempo di cottura, aggiungetene poca e bollente. Sfumate con il fino e fate evaporare, infine salate, pepate e grattugiate lo zenzero.
Lavate le sarde e tamponatele con carta da cucina; ponete sul tagliere una sarda aperta a libro,   riempitela con il ripieno preparato e coprite con un'altra sarda; poggiatele, con delicatezza in una teglia, leggermente unta d'olio; versate il condimento rimasto, decorate con mezze fette di limone e il succo di mezzo limone. Infornate a 180°C per 20 minuti circa.

mercoledì 3 giugno 2015

siciliani si nasce



Potrebbe sembrare un luogo comune e molti mi hanno frainteso. Una persona che nasce in Sicilia prima o poi verrà assugliata dal "bisogno" di partire per trovare lavoro in Continente. L'Isola non dà sbocchi né prospettive quindi, il siciliano, deve emigrare. Questa tipologia di persone si scontra, da sempre, con quella che, gloriosamente, resta sul campo scatenando la diatriba del "è più facile partire o restare?". Nnì talìamo con 'n'anticchia d'invidia da ambo le parti.
  Chiddi chi patteru hanno un lavoro dignitoso ma talìano con nostalgia chiddu chi lassaru. A Chiddi chi ristaru ci rimasi 'u suli, 'u mari e un grandissimo senso d'appartenenza. Semu poveri e ricchi allo stesso tempo. Semu ricchi di storia, cultura, architettura e paesaggio naturale; ricchi di sole e di mare, un clima come il nostro è paradisiaco: dall'altro canto siamo poveri disadattati nel nostro stesso territorio, con una incapacità atavica di gestire cotanta ricchezza. Io dico che ci fussi lavoro per noi e molti altri.

Come il cacio all’argentiera, questo piatto eleva il formaggio a livello di un secondo di sostanza, la presenza della salsa di pomodoro rappresenta una base da accompagnare con una scanata di pane di casa e un bellu bicchierozzo di vinu bonu.
Cacio con la salsa
Per due cristiani:
300 g di formaggio tipo caciocavallo fresco e primo sale
Una tazza di salsa di pomodoro
Due spicchi d’aglio
Sale
Pepe
Origano
Olio extra vergine d’oliva
Versate un cucchiaio d’olio in una padella, fatelo scaldare e aggiungete l’aglio intero, rosolatelo da ambo i lati e poi aggiungete la salsa. Su fuoco molto leggero, portate a bollore, salate leggermente e poi aggiungete le fette di formaggio tagliate spesse circa un centimetro, coprite con il coperchio e cuocete a fuoco leggio, per pochi istanti, fino a quando comincerà a fondere. Spegnete il fuoco, scoperchiate e fate rassodare il formaggio. Distribuite una generosa macinata di pepe e una spolverata abbondante di origano. 

martedì 19 maggio 2015

Oreo tart



Ma cosa C'è da dire? Infatti niente, guardate il video di questa crostata e facitila Perché oltre a essere bellissima, accattivante, ammaliante, facilissima è, cosa fondamentale, buonissima. 
Una torta senza bisogno di accendere il forno, solo due ore di riposo in frigo ed e pronta!
Accattate gli Oreo, accattatene tre confezioni perché ve ne serviranno due e un poco, il resto finiranno assaggiando assaggiando; uno tira l'altro non sono riuscita a fotografarli prima di scafazzarli picchì fineru. Io non li conoscevo. Meritano!
La ricetta l'ho presa qui 



Ingredienti per la base:
330 g di biscotti Oreo 
110 g burro fuso

Ingredienti per il riempimento:
200 g di cioccolato al latte
100 g di coccolato fondente
200 ml di panna

Ingredienti per la guarnizione
12 fragole
20 g di pistacchi tritati

Nie , Mettete in un mixer i biscotti con il burro fuso, distribuite il composto in una tortiera rettangolare con il fondo amovibile, di 11x35 cm, modellate sui bordi realizzando un comodo alloggiamento per la crema di riempimento e Mettete in frigo.
Tritate il cioccolato, mettetelo dentro Una ciotola e versate la panna calda; mescolate per amalgamare il composto. Tirate fuori dal frigo la teglia, versate il composto al cioccolato, livellate e distribuite le fragole lavate e asciugate e Mettete in frigo per due ore. Con delicatezza spingete il fondo amovibile della tortiera e disponete la torta su un piatto da Portata. Tritate il pistacchio e decorare la torta prima di Servire.  

giovedì 14 maggio 2015

al volo


Come perché 'al volo??
Perché al volo si prepara, in un battibaleno, in un nano secondo. Va beh, esagero ma davvero non ci vuole molto eh? L'ho preparata l'altro giorno quando il gruppo di studio si è riunito qui da me. Dopo la frittata del pranzo una tortina per merenda, mi pare giusto, i picciutteddi hannu a studiari e il cervello ha bisogno di zucchero. ?Nsumma dopo aver rigovernato, lavato i piatti e messo in ordine ho impastato 'sta tortina e alle cinque se la sbafarono ancora tiepida. Ho pensato di mettere nell'impasto la marmellata di arance fatta dalla mamà -che oggi fa il compleanno :D-, uno spettacolo!

Torta alle fragole e marmellata di arance
3 uova
180 g di zucchero semolato
300 g di farina + un po' per infarinare le fragole
180 g di burro
90 g di marmellata di arance fatta in casa e con poco zucchero
150 ml di panna fresca
250 g di fragole
mezza bustina di lievito (8 g)
Sbattete le uova con lo zucchero per circa cinque minuti; sciogliete il burro e poi mescolatelo con la marmellata. Unite il mix di burro e marmellata all'impasto e, sempre sbattendo, unite la panna. Aggiungete la farina setacciata con il lievito e amalgamate bene. Affettate le fragole in quarti, dopo averle lavate e asciugate, setacciate una manciata di farina su di esse, eliminate quella in eccesso e tuffatele nell'impasto, mescolate e versate nella teglia precedentemente imburrata e infarinata (lo stampo che ho usato non ha necessità di questa operazione preventiva). Infornate in forno caldo a 170°C per circa 40 minuti, fate sempre la prova stecchino prima di sfornare.






sabato 9 maggio 2015

Cosuzze niche

La ducizza di 'sto pomodorino è inenarrabile, s'avi a tastari per capire di che cosa si tratta. Ho trovato questa ricetta su una raccolta di Sale & Pepe Collection dedicata al pomodoro risalente al 2010. Niè vi cuntu sulu che ho usato il pomodorino di Vittoria del consorzio agricolo Consagro,  ho aumentato le dosi, rimpicciolito i contenitori per realizzare dei piccoli antipasti e, infine, ho decorato il piatto con una striscia di curry. Niè che ve lo dico a fare, provateli!
Sformatini di ciliegino con timo e maggiorana
per 10 piccoli sformatini
600 g di pomodoro ciliegino di Vittoria Consagro
10 pomodorini col giummo per la decorazione
60 g di pomodoro secco sott'olio
3 scalogni
foglioline di timo e maggiorana
3 cucchiai di panna a lunga conservazione
3 uova
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
sale
pepe
burro per gli stampi
Curry
lavate i pomodorini, tagliateli a metà, metteteli dentro un tegame con l'olio, le erbe aromatiche, i pomodori secchi sgocciolati e tagliati a pezzetti, gli scalogni affettati. Poneteli sul fuoco e cuocete per 15 minuti mescolando ogni tanto. Frullate tutto dopo la cottura, aggiungete le uova, la panna e riavviate per qualche istante il frullatore, aggiustate di sale e pepate.
 La ricetta suggerisce di passare al setaccio, ho preferito lasciare il composto così granuloso. Imburrate degli stampini da creme caramel, Suddividete il composto e cuocete in forno caldo a 170°C per circa mezz'ora. Fate la prova stecchino deve venire fuori asciutto e pulito. Sfornate e fate raffreddare una decina di minuti prima di sformarli su un piatto precedentemente decorato con una striscia di polvere di curry.