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mercoledì 23 settembre 2009

siore e siori sul palco il cous cous fest



E' partita la manifestazione, il festival internazionale dell’integrazione culturale, così viene definito quest'evento, che da 11 anni vede il fulcro nel ridente paesello marinaro di San Vito Lo Capo
dal 22 al 27 settembre il programma ricchissimo, prevede l'abbuffata mega di couscous si comincia a degustare a menzuiornu e si finisce a menzannotte, ci saranno le sfide gastronomiche con i più grandi chef come protagonisti, spettacoli di intrattenimento, il sole (si spera), il mare e...voi che fate?
n'incocciamu al cous cous fest?

nell'attesa di festeggiarlo in loco avete mai usato il cous cous per una croccante panatura?
(sembro uscita da una pubblicità della findus...ahahahahahah)
Pesce spada al cous cous
per 4 persone
4 fette di pesce spada
80 g di cous cous precotto
uno spicchio d'aglio
un limone
2 uova piccole
3 bacche di pimento
un cucchiaino raso di maggiorana secca
un cucchiaino raso di coriandolo in polvere
2 cm di zenzero fresco grattugiato
farina
olio extra vergine d'oliva
sale e pepe




preparate il cous cous semplicemente ammollandolo in una ciotola con circa 2oo ml di acqua bollente leggermente salata, fatelo riposare coperto per 5 minuti e poi sgranatelo con una forchetta.Schiacciate le bacche di pimento, liberate i semini e pestateli nel mortaio. In un altro contenitore possibilmente basso e largo preparate la marinata con l'aglio tritato, la scorza e il succo del limone, le spezie compreso il pimento pestato, 3 cucchiai d'olio, sale e pepe. Fate insaporire nella marinata il pesce per circa mezz'ora . Infarinate le fette di spada, passateli nell'uovo sbattuto precedentemente con un pizzico di sale, e poi panatele nel cous cous, scuotetele per evitare che la panatura sia troppo spessa. Friggetele in olio ben caldo per un paio di minuti.

giovedì 15 maggio 2014

come dilatare il tempo in una soleggiata mattina di maggio

Difficile? Ma no!
Complicata? Ma no!
Camurriusa? N'anticchiedda devo dire, ma tanto che avevo da fare stamattina? Mi volevo dedicare anima e core al mio pranzo e lo volevo fare con tutti i santi sacramenti. Ho usato tutte le pentole che avevo a disposizione...impossibile, vero è; per usarle proprio tutte mi ci vorrebbe un giorno intero, ne ho un numero inenarrabile; sicuramente posso dire di avere usato una WMF, una Roccianera e una Emile Henry. Praticamente fici l'anplein; come dicevo l'altro giorno? Ah, si! I ferri fanno il mastro, eccome.
per 4 cristiani:
per i ceci
150 g di ceci secchi
800 ml di brodo vegetale
una carota
un mazzetto di prezzemolo
uno scalogno
olio extra vergine d'oliva
tritate finemente il prezzemolo, la carota e lo scalogno, soffriggete in un cucchiaio d'olio, dentro la pentola a pressione, unite i ceci secchi sciacquati (senza ammollo) coprite con il brodo, chiudete il coperchio della pentola a pressione WMF, aspettate che il  secondo anello arancione dell'indicatore di cottura sia completamente visibile e cuocete per 45 minuti. Sfiatate e scolate i ceci conservando il brodo.
per il tajine
olio extra vergine d'oliva
300 ml di brodo vegetale
un cucchiaino di estratto di pomodoro
2 scalogni
2 carote
100 g di patate
2 cm di zenzero fresco
curry
paprica dolce
16 gamberi
500 g di asparagi sottili
nella tajine Emile Henry mettete un cucchiaio d'olio, lo scalogno affettato, l'estratto di pomodoro, lo zenzero tritato e due cucchiai d'acqua, stufate leggermente e aggiungete le patate e le carote affettate a rondelle, unite il brodo, le spezie e gli asparagi  dopo aver eliminato la parte dura. Coprite con il coperchio e cuocete per 15 minuti, unite i gamberi e cuocete ancora 10 minuti.
per il cous cous alla vaniglia
200 g di cous cous precotto
1 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva
350 ml di brodo di cottura dei ceci
una baca di vaniglia
in una casseruola in pietra Roccianera ponete l'olio e e il cous cous, portate a temperatura la pentola e tostate il cous cous con una spatola.
 Spegnete il fuoco e unite il brodo caldo, mescolate e coprite con un coperchio, lasciando riposare per 10 minuti mescolando ogni tanto.
  Sgranate con una forchetta e cospargete con i semi di vaniglia.

Servite nei piatti individuali con cous cous in forma e il tajine vicino oppure scolate il tajine sul cous cous e portate in tavola la pentola.





venerdì 18 ottobre 2013

colori a tinchitè

-MARIAAAAAAA!- Disse la casalinga frustrata, utilizzando una tipica esclamazione sicula che traduce e modifica il "matri" o il "bedda matri", si sa che l'italiano fa più fine.
-Nun sinnì po' cchiu cu tutta 'sta dieta!- continuò nel suo dialetto vagamente 'camillerese' e infestato da più idiomi desunti dai luoghi nei quali ha vissuto.
-Che poi non è la dieta in sé e per sé,- disse parlando da sola e ad alta voce -ma pinsari e sfirniciarisi per manciari 'na picchicedda di cosicedde bedde, bone e leggere. -
Così le venne in mente che, qualche giorno prima, la sua amica RosaLia regalandole una zucca, le suggerì un piatto della tradizione, la minestra di zucca e cous cous. -Grazie, mi hai dato un'idea troppo favolò!-
E idda chi fici? Tutta n'autra cosa.

Zucca e cous cous al prezzemolo, barbabietole caramellate e créme fraiche (anche troppo per una casalinga frustrata)
per due cristiani:
difficoltà: facile
tempo di preparazione: 20 minuti
cottura: 45 minuti
576, 46 kcal a porzione (calorie calcolate dal sito calororie.it e dalle tabelle riportate sulle confezioni dei prodotti acquistati)

400g di zucca tagliata a piccoli dadini
100 g di cuore di sedano tagliato a piccoli dadini
4 bacche di pimento
100 g di acqua
olio extra vergine d'oliva
100 g di cous cous precotto
un piccolo spicchio d'aglio
un mazzetto di prezzemolo
coriandolo macinato
2 barbabietole rosse precotte, circa 200 g
20 g di zucchero
2 cucchiai di aceto di mele o bianco
2 noci
100 g di crème fraiche
mettete in un tegame il sedano con la zucca 100 ml d'acqua e 8 g di olio, salate pepate e unite il pimento macinato nel mortaio; coprite e stufate per circa mezz'ora, togliete il coperchio e fate asciugare l'acqua in eccesso. Preparate il cous cous secondo le indicazioni sulla vostra confezione, conditelo con il coriandolo macinato, il pepe e l'aglio tritato finemente con il prezzemolo.
Nella stessa padella in cui avete cotto la zucca, mettete lo zucchero con l'aceto unite le barbabietole affettate e mescolate rivoltandole delicatamente fino a terminare l'operazione. In ogni piatto riempite un ring con metà dello stufato di zucca ben scolato, metà del cous cous e una barbabietola caramellata, finite con ciuffetti di creme fraiche e la noce tritata grossolanamente.

giovedì 9 luglio 2009

cous cous tra il mare e la campagna


mi fici pigghiari da malatia, mi fissai! che va' diri? 'un ma fidu chiù! c'è picca 'i fari!!!
ahahahahahah in altre parole mi sono fissata con il cous cous precotto, ma in questi giorni andrò a trovare la mia amica panzonella a Trapani e magari con lei, se il panzonello non si fici troppu pisanti, andiamo a cercare una couscoussiera per cuocere la semola sul serio e preparare il suddetto piatto veramente cioè incocciandolo :)



Nel frattempo però segnatevi questa ricettuzza perchè buonissima è!
le dosi sono con l'occhiometro ma per un piatto così vanno benissimo fidatevi ;)
per 4 persone:
250 g di cous cous precotto
un pugno di gamberetti da pulire
un piccolo moscardino
tre cucchiai di piselli cotti
una manciata di fagiolini cotti tagliati a tocchetti
una piccola melenzana fritta
15 pomodori Piccadilly
un ciuffo di basilico
un'idea di vodka
un pugno di pinoli
un pugno di uva passa
uno spicchio d'aglio
olio extravergine d'oliva
sale e pepe



Preparate un'insalata con i pomodorini, conditeli con olio, sale, pepe e il basilico. Pulite i gamberetti eliminando anche il filo nero sul dorso e metteteli da parte; pulite anche il moscardino ed eliminate la pelle del pescespada, tagliate questi due ultimi ingredienti a pezzetti. In una padella fate inbiondire lo spicchio d'aglio affettato finemente, versatevi il pescespada, dopo un minuto il moscardino e infine il gamberetto fate sfumare con un'ideuzza di vodka, aggiungete l'uva passa spegnete e fate raffreddare. Preparate il cous cous come indicato nella scatola, aggiungete la melenzana fritta e tamponata dall'olio in eccesso, i piselli, i fagiolini, i pinoli e infine i pomodori conditi. Per rendere più, come dire, all'onda il cous cous, utilizzate uno o due cucchiai di sughetto del pesce rimasto dopo la cottura.


lunedì 20 febbraio 2012

La Bella Estate


lo so cosa state pensando; che abbia scambiato il food blog con un blog letterario citando un'opera di Cesare Pavese; oppure, più prosaicamente, il "mio disco rotto" sul tedioso inverno ha ricominciato a girare all'infinito...
E invece no, giusto giusto esiste un vino Moscato Passito che ha questo fantastico nome, fatto apposta ppì mia. Vi cuntu chi staiu facennu: partecipo ad un concorso che ha per protagonista “La Bella Estate”, il Piemonte Moscato Passito di Terre da Vino  prodotto da vigneti situati in Piemonte, nel cuore della zona tipica del Moscato.
Il regolamento recita: "partecipare è semplice: si tratta di realizzare una ricetta salata in abbinamento a “La Bella Estate”, che si accordi alle note gustative di questo Passito"
SEMPLICE?  Per me non è stato affatto semplice orientare i neuroni verso canoni trasgressivi e lontani dal tradizionale abbinamento al dolce di fine pasto. Ma ci provai!
Il contest di Terre da Vino è legato al libro ‘Fornelli in rete’, di Francesca Martinengo, edizioni Malvarosa, in uscita a maggio 2012.
Cous cous di carciofi, primo sale e frutta secca di Sicilia 
per due persone:
3 carciofi
mezzo limone
1 spicchio d'aglio
200 ml di acqua
50 ml di Moscato Passito La Bella Estate
10 g di passolina (uva passa)
30 g di pistacchi di Bronte non salati
20 g di mandorle a lamelle
100 g di cous cous precotto
una noce di burro
60 g di Primo Sale al pepe nero
olio extra vergine d'oliva
sale e pepe
pulite i carciofi eliminando le punte e le foglie esterne, tagliateli a metà e metteteli in una ciotola piena d'acqua acidulata con il succo di mezzo limone. Tritate l'aglio e imbionditelo in un wok, con un paio di cucchiai d'olio; nel frattempo sgocciolate i carciofi e affettateli finemente per unirli poi, all'aglio. Aggiungete la passolina, 100 ml d'acqua e fate stufare a fuoco dolce; quando sarà evaporata salate e sfumate con il moscato alzando la fiamma mescolando. Tritate i pistacchi a coltello grossolanamente e metteteli da parte insieme con le mandorle a lamelle.
Preparate il cous cous facendo bollire 100 ml di acqua salata in una padella; spegnete il fuoco e aggiungete il cous cous mescolando con una forchetta per separare i grani. Coprite e fate riposare qualche minuto. Unite il burro e, su fuoco dolce, mescolate ancora, spegnete e unitelo ai carciofi. Affettate finemente il primo sale, mescolatelo al composto di cous cous e carciofi insieme a metà della frutta secca preparata, coprite con un coperchio fuori dal fuoco per fare sciogliere il formaggio con il calore della preparazione ma solo leggermente. Servite tiepido con un giro di olio crudo, la restante frutta secca e una macinata di pepe, accompagnate la pietanza con il Moscato Passito fresco a 12°C



lunedì 21 luglio 2014

insalata tiepida

insalata tiepida di cous cous, feta e fichi
solo per me:
50 g di cous cous precotto
8 pomodorini
foglie di mentuccia
2 fichi
60 g di feta
olio extra vergine d'oliva
una cipolla di Tropea
sale e pepe
preparate il cous cous seguendo le indicazioni presenti nella scatola. Pulite la cipolla e i fichi, arroventate una piastra e cuocete, rigirando spesso sia i fichi che la cipolla, fate intiepidire. Mescolate il cous cous con i pomodorini tagliati a pezzetti, condite con il sale e una macinata di pepe, aggiungete la feta tagliata a cubetti e le foglioline di mentuccia. Affettate a rondelle la cipolla e a pezzetti i fichi lasciandone metà tagliato a spicchi per la decorazione. Mescolate la cipolla e i fichi nell'insalata, aggiungete una girata d'olio, fate riposare qualche minuto e poi  servite con i fichi rimasti e una fogliolina di mentuccia intera.

mercoledì 15 ottobre 2014

Simple fast food

Cibo semplice e veloce, un fiat a preparalo e mezzo fiat per mangiarlo. Porca miseria, ma mangiate piano! Mangiate slow, che fretta c',è mi chiedo; sono sempre l'ultima a finire di manciari, e me ne fazzu un vanto. Oddio mi piace anche parrari mica come a Salvuccio, che quannu mancia nun parra, una chiacchiera ogni tanto mi piaci, tra un boccone e l'altro, a voi no?
E, ditemi, come mangiate slow o fast?
Cous cous, tonno e pera ciavurusu al limone
200 g di tonno rosso in una sola fetta già mondato
140 g di cous cous precotto
15 g di mandorle sbucciate ma non pelate
una pera kaiser
menta
prezzemolo
uno spicchio d'aglio
un limone e la sua scorza grattugiata
sale
pepe

  1. cuocete il cous cous come indicato nella confezione, sgranatelo e fate intiepidire
  2. affettate la pera e tagliatela a cubetti, irroratela con il succo del limone e mettete da parte
  3. tritate l'aglio finemente, insieme con le erbe aromatiche, lasciate qualche foglia per la decorazione. 
  4. fate arroventare una piastra antiaderente. Tostate le mandorle e poi cuocete il tonno da ambo i lati per pochi minuti se vi piace rosa al centro, in caso contrario, cuocete di più ma non esagerate perché poi sarà stopposo. Fate raffreddare, salate e tagliatelo a cubetti. 
  5. tagliate le mandorle a filetti
  6. unite al cous cous il tonno, la pera con il succo di limone, le erbe aromatiche tritate, le mandorle, l'aglio e la scorza del limone grattugiata.
  7. aggiustate di sale se necessario e pepate
  8. Servite a temperatura ambiente

lunedì 27 aprile 2009

cous cous alle verdure



il mio primo cous cous (precotto mica quello vero!) è stato battezzato da una telefonata inaspettata da parte di una trapanese vera, trapiantata a Roma, dico quale miglior presagio ;)
grazie per la bellissima notizia Enzù ti voLLIo BBBBene ****




per 4 persone:
300 g di cous cous
3 pomodori rossi a grappolo
6 pomodori secchi sott'olio
1 mozzarella
3- 4 cucchiai di pesto genovese
1 zucchina genovese
1 melenzana
basilico
1 scalogno
olio extra vergine d'oliva
Fate saltare lo scalogno in una padella con abbondante olio, aggiungete la melenzana e la zucchina tagliate a dadini, salate, pepate e aggiungete qualche foglia di basilico spezzettata grossolanamente e una spolverata di timo o maggiorana. Fate raffreddare.
seguite le istruzioni per la preparazione del cous cous riportate sulla scatola, attendete i minuti di riposo e poi insaporite con il pesto genovese, aggiungete i pomodori privati dai semi e tagliati a cubettin i pomodori secchi tagliati a listarelle, la mozzarella tagliata a cubetti e il condimento a base diverdure cotto precedentemente. Mescolate, fate riposare e servite. Il giorno dopo è ancora più buono :)

venerdì 12 luglio 2013

Marsala, oro, rubino e ambra

Sfumature e trasparenze di una città unica

Le pagine epiche, che raccontano lo sbarco dei Mille a Marsala, sono state ripercorse, dal 5 al 7 luglio, in modo assolutamente spensierato e senza afflato patriottico, da una fiumara di gente che si è riversata nelle strade della cittadina siciliana.
Porta Nuova

Palazzo Fici, dettaglio
Appassionati di vino arrivati per mare, per  cielo e per le strade  più diverse si sono, anzi ci siamo, versati nel centro storico, guidati dal dio Bacco e con il porta bicchiere al collo, all'affannosa ricerca della degustazione  prevista sul programma; Cerasuolo di Vittoria, Nero d'Avola,  Grillo, Barbera, Vini dell'Etna, Marsala e vini liquorosi di diverse annate e dalle sfumature più belle aspettavano di essere assaporate. Lo scenario che che si dipanava nelle strade dell'antico centro storico, tra rossi, bianchi e rosè, ha regalato una rappresentazione architettonica di grande pregio.

Enoteca di Palazzo Fici



 L'impianto viario, di origine araba e di sviluppo romano, presenta un intricato tracciato, riconoscibile dalla croce di strade identificate dal cardo e dal decumano. In questo ambiente urbano molte altre attività, previste nella 'tre giorni marsalese', si sono susseguite senza sosta; showcoocking con gli chef di Marsala&Sapori, degustazioni di prodotti dei presidi SlowFood Sicilia e presentazioni di tre meravigliosi libri che raccontano di cibo.Stefania Oliveri con il suo libro "Metti un celiaco a cena", Navarra Editore.

Anna Maria Pellegrino e io, supportati da Anna Gentile, abbiamo raccontato il lavoro svolto insieme con Francesca Ghelfi, Anna Rita Sabbatini, Sara Milletti, Filippo Valoriani,  Sara Trescari&Paolo Arcuno e Lucilla Titta nella redazione del libro "Omega Me" Trenta Editore e patrocinato da Vallè. Giuseppe Culicchia ha presentato "Marsala, dove il vino brucia come i ricordi" Racconti in Bottiglia Editore e "Venere in Metrò" Edizione Mondadori.

Capriate, Cantina Donnafugata

 Le visite guidate nelle più prestigiose cantine hanno spalancato un mondo affascinante; effluvi incantatori, atmosfere sorprendenti, bellezze memorabili hanno evocato lo spirito di Bacco guadagnando l'animo degli ospiti. L'aperitivo e cena luculliana nelle cantine Donnafugata ci hanno pervasi di un incanto surreale.

 
"Verticale" stessa etichetta, annate diverse

Cortile, Cantine Donnafugata

Josè Rallo e il sindaco di Marsala, Giulia Maria Adamo

Trasportati sulla melodia della voce di Josè e dall'ospitalità e competenza di Antonio, i fratelli Rallo o come li chiamo io, i fratelli Donnafugata , siamo stati condotti, tra ciavuru di vino e botti di rovere tutte ben allineate, in un mondo che affata.

Saline

Nell'ultimo giorno del Marsala wine ho visitato (per la prima volta non ditelo a nessuno che m'affruntu) le saline nella Riserva Naturale Orientata dello Stagnone di Marsala.

Stagnone di Marsala, Riserva Naturale Orientata

Sempre studiate sui libri si sono rivelate uno spettacolo della natura affidato alla sapiente cura dell'uomo che, almeno in questo caso, è indispensabile per il mantenimento di quell'ecosistema.


I mulini a vento, aventi diverse funzioni all'interno del complesso sistema di produzione del sale, configurano quel luogo come portentoso. L'aria ventosa del mare, è risaputo, apre un piitto di moriri, e con questa voragine nello stomaco siamo arrivati al ristorante "Le Lumie" dove lo chef Emanuele Russo coadiuvato da Gabriele Li Mandri dell'osteria "Il Gallo e l'Innamorata" e Riccardo Sala del ristorante "Torre d'Occidente"


da sinistra Riccardo Sala, Gabriele Li Mandri e Emanuele Russo
(foto della foto, rubata a Christian Sarti



hanno aperto la cucina regalandoci perle culinarie raccontando tradizioni e ricette di antipasti  siciliani e per i più pacinziusi, il vincitore del Cous Cous Fest Preview, lo chef Emanuele Russo, ha incocciato a mano la semola, svelando i segreti della sua maestria, preparando per noi un succulento cous cous tradizionale.

Incocciatura senza la mafaradda

Condimento del cous cous prima della cottura

cottura nella couscoussiera a vapore e anello di farina e acqua per saggiarne la cottura

Cous cous di pesce

 Da cosa si riconosce un grande chef? Dall'umiltà nel raccontare gli'intimi segreti  della sua abilità e competenza. Ecco che uno di questi l'ha raccontato a me dopo aver assaggiato una sublime pasta con il pesto alla trapanese che vi rivelo proprio qui tra queste pagine tra qualche giorno.
In ultimo, ma non per importanza, lasciatemi ringraziare i fautori dell'organizzazione del Marsala Wine 2013 e il Comune della splendida città siciliana, per l'accoglienza e la ricchezza delle attività riservate. E' stata una esperienza memorabile.

Busiati alla trapanese work in progress, come si dice in questi casi... to be continued