lunedì 12 settembre 2011

conservare le tradizioni

L'ho mai detto che non sono palermitana? :) 
Lo so, l'ho già detto ma magari non tutti lo sanno. Abito in questa provincia da diciotto anni, cucino assiduamente e per nicissità picchì mi maritai, da quattordici. Le tradizioni qui sono diverse da chiddi missinisi quindi studio sempre, per impararne di nuove, conservarle e tramandarle a me figghia che invece palermitana è.
La signora Claudia, nonna dei gemellini, compagni di scuola di Carlotta, è per me una fonte inesauribile di tradizioni tipiche della provincia; è anche per questo che non finirò mai di ringraziarla. Mi ha insegnato moltissime ricette, questa è indispensabile per la preparazione dei buccellati e di altri dolci natalizi. Bisogna pensarci per tempo dunque!
Settembre è proprio  il mese in cui c'è sempre un gran lavorìo. Ci prepariamo un po' tutti all'inverno conservando nei barattoli un po' d'estate! Io ne ho bisogno :D
I lavori settembrini presentano, in genere, processi lenti, alle volte durano giorni e hanno bisogno di continue cure durante le varie fasi della preparazione, questo è uno di quelli.
Il miele di fichi di nonna Claudia.
6 kg di fichi maturi
acqua
Lavate i fichi, metteteli in una pentola capace, versate dell'acqua buona senza coprire i fichi, ma quasi. Ponete sul fuoco leggio, leggero e cuocete fino a fare evaporare quasi tutta l'acqua, circa 6 ore, mescolando spesso. Completata la prima fase, distribuite i fichi cotti, in dei colapasta; schiacciateli da un peso e fateli percolare dentro un contenitore, tutta la notte o fino a quando hanno rilasciato tutto il loro nettare. Con questa quantità di fichi ne ho raccolto circa un litro.
 Eliminate i fichi, rimettete sul fuoco basso e cuocete, mescolando fino a quando il preparato raggiunge la giusta densità, circa un'ora e mezza.Otterrete circa la metà del prodotto liquido, il colore raggiungerà la gradazione di un bruno scuro, come il caramello. 
Invasate e conservate nella vostra dispensa. 

venerdì 9 settembre 2011

la mia prima food experience

Io che l'inglese non lo "mastico" l'ho capito cos'è una food experience, ma l'ho capito sul luogo, un luogo mangereccio. La trattoria frutti di mare da Enzo a Mondello...
Vi conto chi fici, ma assittativi picchì a storia longa è :)
Avete un iPhone oppure un iPad? Eddai che ce l'avete, perchè fondamentale è! Se possedete un magico strumento è fatta! Avete Cibando. E' un grande progetto enogastronomico che coinvolge una moltitudine di ristoranti e trattorie, aiutatemi a dire moltitudine; luoghi in cui non vai solo a mangiare ma per trascorrere una serata speciale, da ricordare. Sulla mappa che appare sul display, fai un cerchietto col ditino e magicamente Cibando trova tutti i locali affiliati con recensioni, foto, commenti, vini e menù nella zona dove sei tu; una guida pratica a portata di dito, con un tacc (touch) trovi tutte le informazioni e metti da parte le guide cartacee.
Lo scopo di Cibando è quella di raccontare un'esperienza, le sensazioni che ti avvolgono quando entri ma soprattutto quando esci da quel locale. La mia l'ho condivisa su Cibando con una recensione sulla mia food experience. Non vi devo vendere niente, piuttosto vi regalo la mia esperienza. Le fantastiche foto sul bolg di Cibando sono di Isabella Iervolino.

Trattoria frutti di mare “da Enzo” Mondello, Palermo
Noi Siciliani abbiamo l’animo barocco. Ci piace l’opulenza, la prosperità, la ricchezza, il fasto. Ne sono la prova le architetture, le feste religiose, il cibo e l’ospitalità. Il nostro, è un atteggiamento sfarzoso; è un dato di fatto. Riusciamo a stupire con effetti speciali, acchiappando il cuore dei nostri ospiti. Dobbiamo farlo è per noi, vitale. Non vi stupite perciò, se alla trattoria “da Enzo” a Mondello vi accoglieranno con il tangibile desiderio di regalarvi una serata indimenticabile.Il locale si trova nella piazza dell’antica borgata marinara, guarda l’incantevole golfo e permette di mangiare anche sulla terrazza, godendo così, oltre che con il palato anche con la vista, magnifica, sul mare. Non fatevi confondere dalla miriade di locali che allettano lo sguardo curioso dei turisti; da Enzo il pesce è freschissimo, l’attenzione e la conoscenza sulle materie prime è di importanza basilare. L’ospitalità del personale è carica di interesse per il cliente, il proprietario il signor Vincenzo, ci accoglie con grande professionalità e un accattivante sorriso, ci fa accomodare, poi si occupa degli altri clienti e della supervisione in cucina. Il responsabile dei vini, il signor Salvatore, ci ha seguito nella scelta della degustazione menù e in quella del vino. Ha scelto per noi un Tasca d’Almerita Grillo Mozia 2010; un vino, profumato di fiori e frutti tipicamente mediterranei, fresco e piacevole che ha fatto da scenario alla cena.
Gli antipasti, caldi e freddi ci abbracciano con il loro profumo; i cappuccetti fritti, delicatamente ciauvurusi al limone, caldissimi com’è giusto gustarli. Una leggerissima spatola impanata ci ha deliziato, prima dell’ingresso di un di cruditè di pesce spada, tonno e gamberoni, aromatizzati da una salsa emulsionata, con erbe aromatiche fresche, olio extravergine d’oliva e limone, un biglietto da visita insostituibile per gustare il pesce fresco di assoluta qualità.
Il primo ci travolge con il suo profumo; un sontuoso piatto di fettuccine all’astice, praticamente primo e secondo insieme, considerando la quantità principesca.
 
Quasi a conclusione della serata entra in scena il signor Orazio che, quasi non volendo che andassimo via, con i suoi sorrisi, le sue battute e le sue competizioni, ci ha legato amabilmente ad un tripudio di dolci. La cassata gelato, considerando il caldo che c’era, dovevamo provarla; poi è stata la volta di una versione particolarissima di quella tradizionale, talmente buona che non si riesce a smettere di allungare il cucchiaino per gustarla. Per concludere il lato duci della serata, un sorbetto al limone con fragoline di bosco, un’esperienza deliziosa.

La nostra degustazione si è svolta in un posto strategico, all’interno del locale climatizzato; eravamo accanto allo smistamento delle diverse comande, ai tavoli predestinati. Abbiamo visto passare (assaggiando anche) quasi l’intero menù, accompagnati dalle annotazioni della signora Angela.
La competenza, la conoscenza, la dimestichezza e la familiarità con cui il personale del locale ci ha condotto, rappresentano una identità culturale chiara, espicita e genuina.

domenica 4 settembre 2011

l'acchianata


 4 settembre, Santa Rosalia.
Tra il sacro e il profano i pellegrini salgono alla grotta della Santuzza, sita sul Monte Pellegrino, a piedi o in ginocchio, per ringraziarla per una grazia ricevuta o per una promessa fatta. L 'acchianata coinvolge tutti, granni e picciriddi, lungo un percorso nel bosco che accurza la strada carrabile, fino al Santuario.
Oggi alle 7,30 c'eravamo anche noi 3. In un'ora e dieci minuti ficimu l'acchianata, zaino in spalla 'nsemmula a una quantità di persone che salivano e che scendevano.
    
Il Castello Utveggio
Palermo 
 Il Santuario ha una facciata seicentesca addossata alla roccia. La chiesa, che è realizzata all'interno della grotta, ha un fascino particolare. Grondaie di metallo raccolgono l'acqua Santa che scorre sulle pareti rocciose, l'atmosfera che regna è mistica.

 
 

venerdì 2 settembre 2011

Sarah Fel e i bicchierini ai fichi caramellati ciavurusi di basilico

conoscete la squadra? noooooo, niente calcio per carità, questa è una squadra "fortissimI", una di quelle che va come il vento, coesa e vincente...
Cosa vince? Vince amicizia, affetto, sincerità, allegria e vicinanza nonostante la lontananza. Cresce, sperimenta e giudica pure ahahahah già perchè questa è la squadra di Cucinando quella che decreterà i vincitori dei tre premi messi in palio, vi ricordate? Non fate gli gnorri eh? come già detto mica siam qui a pettinar le bambole eh? Qui si vincono tre, diconsi tre terrecotte della Emile Henry

Venghino SIORI venghino, per il
Primo classificato: Tarte Tatin


Secondo classificato: set per crème brulée

Terzo classificato: teglia plum cake

amuniiiiiii chi aspettate? 

tutta 'sta premessa per ricordarvi il contest che scade tra pochissimi giorni il_sette_settembre per l'appunto!

:D
Vi racconto cosa fa la squadra mentre aspetta le vostre ricettuzze? Occhei, ve lo racconto: a giramano ognuno di noi propone un tema cuciniero da sviluppare, con un tempo a disposizione di circa una settimana. Dopo averci pensato, ripensato e  strapensato (io sempre) e infine, finalmente prodotto, lo pubblichiamo e poi curiosiamo qua e la nelle nostre cucine. Non è divertente? :D
cosa ha tirato fuori lei, tra una prova e l'altra dell'abito da sposa?
TAHDAH

Cucinando con i fichi
dolci o salati chissenefrega l'importante è che ci sguazziamo dentro ahahahah. 
Ora arriva il mio svolgimento...attentiaMMia! Questo è un esperimento che fino al momento dell'assaggio era un'incognita, posso asserire, dopo aver interrotto bruscamente la mia dieta, che l'esperimento è riuscitoooooo sbaciucchiamenti loVVosi piMMia :* standing ovation!
Sono partita mettendo zucchero e burro nella planetaria, e fin qui tutto a posto poi ho cominciato ad aggiungere un po' di questo e un po' di quello, dopo l'infornata ho detto "azz! che ciofeca" invece gira che ti rigira lo sformatino sono venuti fuori dei bicchieri troppo duci vero?
VERO????? AHAHAHAHAH!!!
 Bicchierini ai fichi caramellati, arance al ciavuru di basilico
per l'impasto
90 g di burro morbido
150 g di zucchero semolato
250 g di ricotta di pecora sgocciolata almeno 2 notti
100 g di farina 00
6 g di lievito
250 g di fichi freschi
2 arance piccole o una grande
75 ml di Grand Marnier
75 ml di panna fresca
se non volete sentile l'alcool utilizzate 150 ml di panna fresca
3 uova grandi
un pizzico di sale
Sbattete il burro con lo zucchero, unite la ricotta, la scorza delle arance grattugiata e i tuorli, sempre sbattendo con le fruste per amalgamare. Lavate e sbucciate i fichi, eliminate la buccia, tritateli grossolanamente e uniteli al composto con un pizzico di sale. Setacciate la farina con il lievito, aggiungeteli al composto a cucchiaiate. Montate gli albumi a neve e unite anche quelli con dei movimenti delicati per non smontarli. Per fluidificare ancora l'impasto mescolate il liquore e la panna, agendo sempre con gli stessi movimenti delicati. Versate il composto in 6 stampi da creme caramel alti 7 cm con diametro di 9 cm, ben imburrati e infarinati; infornate in forno già caldo a 160 °C per circa 35 minuti l'impasto sarà sempre umido all'interno. Sfornate e fate raffreddare.
preparate la guarnizione al caramello, sciogliendo 20 g di burro con 20 g di zucchero di canna e 100 ml di vino bianco fruttato, fate restringere la salsa. Aggiungete tre fichi affettati e tre foglie di basilico, fate cuocere a fuoco dolce per qualche minuto girandoli delicatamente. Servite sformando i bicchierini, che presenteranno un alloggiamento strategico, sui quali adagerete tre fette di fico, qualche fogliolina di basilico e un cucchiaio di salsa al vino.