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sabato 10 ottobre 2015

sgombro o maccarello sempre pisci azzurro è


Ancora pesce?
Embè? Il pesce fa bene ed è pure buono!
Questo è ancora più facile da fare, penso a tutte le persone che conosco che mi chiedono consigli su come cucinare il pesce: e tu come lo fai? Niente di complicato, il pesce è cosa preziosa, va cotto poco e in modo semplice, almeno io la penso accussì. Io lo faccio facile facile come m'inzignò me matri.
Chistu è un modo esageratamente semplice per cuocerlo; in 10 minuti netti è pronto, anche meno se il pesce non è grosso. Io ci metto due o più rotelle di limone anche se qualcuno ne sconsiglia l'uso perché l'agrume trasferisce un non so ché di amaro al pesce... mi chiedo, ma che limoni tastate? E va beh! Faciti come vuliti, io ve lo dissi.
Oh! tornando a noi, in questo modo faccio tutto il pesce intero che trovo, in effetti non è una ricetta vera e propria, prendetelo come un consiglio, un suggerimento per chi, come me, si vuole togliere lo sfizio di manciarisi un pesciolino buono buono.
'Sta vota accattai lo sgombro. Pesce azzurro favoloso, beddu puru da vedere, striato di blu e nero, praticamente senza squame, ricco di omega 3 etc etc, è buonissimo ma per carità, non fatelo lesso diventa stopposo e si trasforma in un piatto tristissimo e noi siamo gente allegra, giusto?
Ordunque, accattati un pisciceddu a testa, macari ve lo fate eviscerare dal pescivendolo, se siete deboli di stomaco, lavatelo  velocemente sotto l'acqua corrente e, se volete, tagliate le pinne. Asciugatelo con della carta assorbente, ponetelo in un tegame ovale, munito di coperchio, e cuocetelo con quello che avete dintra. Io, per un pesce, ci misi 100 g di zucca tagliata a dadini (è autunno, quindi ci sta come il cacio sui maccheroni), 4 pomodorini tipo Piccadilly (residui dell'estate), tagliati a rondelle, due cucchiai di ceci cotti in precedenza, un cucchiaio d'olio, due rondelle di limone, sale, pepe, prezzemolo intero e un paio di cucchiai d'acqua. Ho chiuso il coperchio e ho fatto cuocere dieci minuti, ci vitti l'occhio che era a pampinedda, ho spento e ho verificato la cottura interna, perfetta! Morbido e di una bontà disarmante e un suchetto per bagnarisi 'u panuzzu.
E' più dirlo che farlo.



martedì 29 settembre 2015

arrotolato di spatola e calamaro chinu


aiutami a dire facile e leggero picchì di questo trattasi. La spatola è un pesce favoloso, se lo mangiano puru i picciriddi perché è senza spine, i calamari va da sé che calano soli soli, se poi li tagli a rondelle... che te lo dico a fare?  In un battibaleno ho il secondo pronto senza se e senza ma. 

preparazione: 15 minuti
cottura 15 minuti circa
per 4 cristiani:
260 g di filetti di spatola 
4 calamari medi eviscerati e puliti
100 g di mollica di pane secco
30 g di parmigiano grattugiato con una grattugia a fori grossi
pepe nero 
prezzemolo tritato
olio extra vergine d'oliva
mezzo bicchierino di vino bianco secco
8 g di pinoli tostati
8 g di capperi dissalati e tritati
sale
Tagliate i filetti a strisce alte circa 1-2 cm; mescolate la mollica con il parmigiano,  il prezzemolo, i pinoli, i capperi, il pepe e il sale se necessario e un cucchiaio di olio. Stendete i filetti di spatola su un tagliare, distribuite la panatura, arrotolate stretto e fermate con uno stecchino. Amalgamate alla panatura i tentacoli dei calamari tritati finente e riempite i calamari senza pressare troppo, fermate con uno stecchino l'imboccatura e poneteli, insieme ai rotoli di spatola, dentro una teglia, irrorate con un filo d'olio e con il vino. Infornate a 160°C per circa 15 minuti o fino a quando vi sembreranno cotti. Per la cottura fidatevi solo della conoscenza del vostro elettrodomestico.

lunedì 24 agosto 2015

canapè, strati di bontà


Io mi diverto quando organizzo una cena, ci metto tutti i sentimenti e spero di ricevere nel migliore dei modi. Se poi ci arrinisciu non lo so. Di una cosa sono certa, me la scialo a pensare: alla tavola piatti, posaterie e cristalli (o vitrazzu ma dalla bella foggia), addumo i cannili, penso agli abbinamenti, ai gusti dei commensali, alle preferenze, alle intolleranze, picchì c'è chiddu non mancia formaggio, a chiddautri l'agghia ci fa veleno, un insieme di cristiani coronato da chiddi che macinano qualunque cosa e che si adeguano. E va beh, il bello sta anche in questo, se no, troppo facile sarebbe.

Per 8 cristiani
1 kg di filetto di salmone
q.b. foglie disongino
800 g di patate
100 g di burro fuso
100 g di olive nere
q.b. pan grattato
sale e pepe
olio extra vergine d'oliva
Cuocete le patate in acqua fredda, pelatele, schiacciatele e mescolatele in una terrina con il burro le olive tritate grossolanamente. Salate, pepate, aiutandovi con coppapasta di 8 cm di diametro realizzate dei medaglioni, passateli sul pangrattato e dorateli da ambo i lati in una padella con un filo d'olio. Distribuiteli sui piatti da portata. Tagliate il salmone in otto tranci poneteli in una teglia foderata con carta forno, irrorate con un filo d'olio, salate, pepate e infornate in forno caldo a 180°C per circa 10 minuti. Sfornate, disponete sui medaglioni di patate, decorate con il songino e servite.

sabato 13 giugno 2015

sarde imbottite alla sinfasò

 
sono a dieta da due_mesi_due e si vede. Si vede talìannu 'ste paginette (nel senso che pubblicai picca e chiddu chi pubblicai non lo mangiai) e anche taliannu a mmia. Sono soddisfazioni per un semplice motivo: ho switchato. Nel ciriveddu ho girato la manopolina, cliccato l'interruttore, interrotto il desiderio di mangiare sempre e assai. Ma non ho modificato il modo di mangiare a meno di una prova fallimentare che, forse, un giorno, racconterò. Ora, 'ste sardicedde cascano in una di quelle sere di "ho voglia di qualcosa di buono" e, vi assicuro, è proprio fame.
Sappiate che, per i non_a_dieta, il piatto si potrebbe arricchire con briciole di pane e frutta secca, bonu fussi.

per tre cristiani
tempo di preparazione: 15 minuti
tempo di cottura: 55 minuti
difficoltà: facile
450 g di sarde già pulite (16 sarde)
350 g di peperoni (2 piccoli)
3 cipollotti
300 g di piselli freschi o 150 surgelati
20 g di finocchietto di montagna
2 cm di zenzero grattugiato
mezzo bicchiere di vino
sale e pepe
lavate i peperoni, tagliateli a metà, eliminate i semi e il picciolo, tagliateli a fiammifero e poi a dadini piccoli; poneteli dentro una padella con un cucchiaio d'olio, l'acqua, i piselli, il finocchietto tritato e i cipollotti tagliati a rondelle. Cuocete con il coperchio fino a quando i piselli saranno cotti, circa 30 minuti e se l'acqua dovesse evaporare prima del tempo di cottura, aggiungetene poca e bollente. Sfumate con il fino e fate evaporare, infine salate, pepate e grattugiate lo zenzero.
Lavate le sarde e tamponatele con carta da cucina; ponete sul tagliere una sarda aperta a libro,   riempitela con il ripieno preparato e coprite con un'altra sarda; poggiatele, con delicatezza in una teglia, leggermente unta d'olio; versate il condimento rimasto, decorate con mezze fette di limone e il succo di mezzo limone. Infornate a 180°C per 20 minuti circa.

giovedì 26 marzo 2015

fame lupigna


Oggi avevo una fame lupigna; considerando che non aju 'na cammarera, tipo Adelina, che mi fa truvare cose buone nel frigo o nel forno mi devo dare adenzia da sola. E va beh!
 Dopo aver firriatu una matinata sana sana taliai dentro il frigo e c'attruvai la trovatura. Niente di pronto, certo, ma qualcosa che messa 'nsemmola cu n'autra poteva mecciare. Pronto in pochissimo tempo, attipo menz'ora, questo piatto istigava alla disubbidienza, manco m'assettai a tavola ma accussì com'era nella ciotola, m'assittai 'ntu divano e mu manciai.


per due cristiani affamati
(l'autru cristiano sugnu sempre io)
200 g di asparagi già mondati
150 g di piselli già sgranati
due scalogni
olio extra vergine d'oliva
160 g di riso basmati
200 g di filetti di sgombro affumicati alle spezie
lavate gli asparagi, poneteli a lessare in una pentola con acqua bollente salata, cuoceteli fino a quando il gambo sarà tenero; occhio però non dovranno disfarsi, a mia le cose troppo moddi non mi piacciono, le voglio vedere nel piatto. Per carità, non buttate l'acqua di cottura!
in un altro tegame ponete un cucchiaio d'olio i piselli e lo scalogno affettato, fate insaporire mescolando e coprite con dell'acqua calda; appena arriva a bollore versate il riso e finite di cuocere aggiungendo l'acqua bollente in cui avete cotto gli asparagi.
a questo punto il più è fatto, salate solo se è necessario, versate il riso dentro una ciotola, unite gli asparagi tagliati a tocchetti e sfilettate lo sgombro, mescolate, fate riposare qualche minuto e servite tiepida.




domenica 8 marzo 2015

un'agenda ingiallita chiù granni 'i mia

1960, un'agenda si direbbe oggi. Sulla copertina  c'è scritto: 365 guida e diario per la casa. Non solo agenda dunque, un'ispirazione, un binario sul quale correre sicuri tra le pagine della vita casalinga; certi di trovare un consiglio un parere, un'indicazione o una ricetta. 
Scritta da Achille Brioschi e C. editrice City, Milano era di proprietà della mia nonna materna, Elsa Leondari in Modica. Credetemi se vi dico che era una persona speciale; nella vita, oltre a essere mia nonna, era una maestra di scuola elementare e ho praticamente detto tutto, amata da tutti, granni e picciriddi. E va beh, megghiu cà mi fermo picchì mi emoziono molto facilmente e la malinconia m'assuglia. V'ha dire ancora n'autra cosicedda. 'Nta tutti 'sti consigli che il buon Achille Brioschi dispensava, mia nonna scriveva le sue ricette, incollava pizzini, ritagli di giornale e appuntava le sue varianti. Praticamente un tesoro.

Il salame di tonno è un polpettone molto sostanzioso a base di tonno sott'olio ma non solo, un piatto, mi racconta me matri, cosiddetto di mezzo; si portava in tavola durante i pranzi barocchi. 'O solito nostro và, sempre esagerati.

Salame di tonno
250 g di tonno sott'olio sgocciolato
4 uova intere 
un tuorlo (l'ho omesso)
8 cucchiaiate colme di Parmigiano Reggiano grattugiato
4 cucchiaiate di pan grattato
sale, un pizzico
pepe
prezzemolo tritato
per il salsa al limone:
2 limoni 
200 ml di olio (ne ho usato 150 ml)
abbondante prezzemolo tritato.

sminuzzate il tonno molto finemente, con una forchetta dentro una terrina, aggiungete le uova, il parmigiano, la mollica il pepe, il pizzico di sale e un po' di prezzemolo. Mescolate per amalgamare bene. Strappate due fogli di carta forno della misura dei futuri salami. Bagnate e strizzate i due fogli; stendeteli  sul piano di lavoro, ungeteli leggermente con le mani. Prelevate metà del composto che sarà molto morbido (tranquilli in cottura si rassoderà), adagiatelo su uno dei due fogli, dategli una forma cilindrica, arrotolate il foglio attorno al composto e chiudete le due estremità con dello spago da cucina. Fatelo stesso con l'altra metà del composto.


Immergete i due "salami" dentro una pentola ovale piena di acqua bollente, legate le estremità ai manici in modo da non fare toccare il fondo della pentola ma allo stesso tempo devono essere coperti dall'acqua in ebollizione. Fate cuocere 20 minuti; più è grosso è il salsicciotto più avrà bisogno di cottura. Togliete dall'acqua e fate raffreddare completamente. Scartate e affettate. Adagiate le rotelle su un piatto da portata; preparate un'emulsione con il succo del limone, l'olio e il prezzemolo e, poco prima di servire, distribuitelo sul salame di tonno.




mercoledì 25 febbraio 2015

mescolanze e assonanze

Alla fine della fiera che male c'è se, sulla base di due ricette della tradizione, ne realizzo una sula? Niente, 'u sacciu, era così per introdurre 'sta ricetta che marìta i broccoli con le sarduzze, con il beneplacito della passolina e dei pinoli e l'esultanza del finocchietto. Ah, ancora 'na cosicedda v'ha diri, i broccoli 'n Paliemmu sunnu i cavuluciuri, io ho usato i broccoli veri, come si evince dall'allegra diapositiva sottostante.
Bucatini con sarde e broccoli arriminati
Per 4 cristiani
360 g di bucatini
2 fiori di broccolo
350 g di sarde già pulite
15 g di pinoli
Una cipolla grossa rossa
30 g di passolina (uva passa)
50 g di mollica di pane fresco
Un cucchiaino di zucchero
La scorza grattugiata di mezzo limone
Olio extra vergine d’oliva
Una alicetta sott’olio
50 ml di vino bianco secco
Una bustina di zafferano
Una grattata di noce moscata
Un piccolo mazzetto di finocchietto di montagna tritato
Lessate i fiori di broccolo ridotti in cimette, dopo averli lavati. Cuoceteli in abbondante acqua bollente salata, dopo la cottura, metteteli da parte conservandone l’acqua.
Tritate finemente la cipolla, ponetela in una tegame con due abbondanti cucchiai d’olio e l’alicetta, fate appassire su fuoco dolce rimestando con un cucchiaio di legno.  Aggiungete la passolina e i pinoli e continuate a mescolare. Unite le sarde ridotte a pezzi, mescolate e sfumate con il vino; alzate la fiamma e sminuzzate il pesce con un cucchiaio di legno. Aggiungete i broccoli e frantumate anche quelli. Sciogliete lo zafferano in mezza tazza di acqua di cottura dei broccoli e aggiungetelo alla salsa di pesce, cuocete per circa 10 minuti, unite la noce moscata, mescolate e spegnete.

Mentre cuocete i bucatini nell'acqua di cottura dei broccoli, preparate la muddica atturrata mettendo in un padellino un giro d’olio con la mollica e lo zucchero, mescolate fino a imbiondire il pane, mettete in una ciotola, aggiungete la scorza di limone e parte del finocchietto, mescolate e ponete in tavola. Scolate la pasta direttamente nel tegame con il condimento su fuoco dolce, aggiungete un paio di cucchiai di acqua di cottura e mescolate, impiattate, cospargete con la muddica atturrata, ancora un po’ di finocchietto tritato e servite caldissima.


venerdì 20 febbraio 2015

'Na ciavuriata di mare

Fulminatemi, ho usato i pomodorini pur non essendo la stagione giusta; flagellatemi, ne sono consapevole ma 'sti pomodorini sono troppo buoni, vengono da Marsala e sunnu duci, ma talmente duci che parono un vero pasticcino. Se ci date un mozzicone e chiurìti l'occhi vi parrà estate. E io non vedo l'ora che arrivi, anche sulu sulu la primavera e quella sta arrivannu, si sente nell'aria nelle giornata di sole ma anche dopo un temporale; si vede nelle piante che cominciano a germogliare, si stannu arrisbigghianno. Tra poco il miracolo si ripeterà. Io pronta sono.
'Sta pasticedda solletica il naso come se arrivasse una ventata di ciavuru marino a tradimento e si resta sopraffatti dalla bellezza, in un attimo.
per 4 cristiani
400 g di fettucce secche
50 g di mollica di pane fresco
un pizzico di zucchero
uno spicchio d'aglio degerminato
250 g di ceci cotti
30 g di pomodori secchi sott'olio
un mazzetto di finocchietto di montagna
350 g di gamberetti sgusciati
15 pomodorini
olio extra vergine d'oliva
sale
pepe
un pizzico di bicarbonato
frullate 200 g di ceci con i pomodori secchi, allungate con un po' di acqua di cottura dei ceci e realizzate una crema fluida e liscia, mettete da parte. In una padella ponete un giro d'olio, fate scaldare leggermente e poi aggiungete la mollica, lo zucchero e tostate mescolando.
Tagliate a fette l'aglio, versate due cucchiai d'olio in un wok e cuocete l'aglio con i pomodorini tagliati a metà, aggiungete il bicarbonato, salate e, infine, pepate. A fine cottura unite i gamberetti e alzate la fiamma. A cottura ultimata aggiungete un cucchiaio di crema di ceci e i ceci interi rimasti, aggiustate di sale, mescolate e spegnete. 
Riscaldate la crema di ceci rimasta fluidificando con qualche cucchiaio di acqua calda o, meglio ancora, di cottura della pasta. Ponete uno specchio di crema su ogni piatto a servire. Cuocete la pasta in abbondante acqua bollente salata, scolatela al dente direttamente dentro il wok posto sulla fiamma, mescolate per fare insaporire, e unite il finocchietto tritato finemente. Impiattate sullo specchio di crema, spolverate con la mollica atturrata e servite caldissimo.

mercoledì 28 gennaio 2015

tutto a pallini

Anche qui fa freddino, giorni della merla o no, s'apprisintò un friddu di moriri e le temperature si nnì scinneru della bella; vero è che siamo a gennaio parente di febbraio ma difficilmente mi abituerò alle temperature così fredde. E lo so che molti di voi del nord vi abbagnate il panuzzo perché in Sicilia le temperature sono miti in inverno, ma una cosa è certa, durerà poco e ce la faremo a ritornare al nostro  "solito" inverno.
Non solo fa un friddu d'aggigghiari che s'arrifriddanu puru i sentimenti, per completare l'opera sugnu puru a dieta, dal primo giorno utile dopo feste e avi a durari fino a dopo Pasqua. Facitivi 'stu cuntu...vorrei rammentare che poco ci manca e trasi la primavera.


per due cristiani a dieta
per le polpette
250 g di filetto di merluzzo
150 g di patate (una)
25 g di semi di chia
spezie a piacere
sale e pepe
per il contorno di verdure stufate:
senza dosi, a sentimento, dipende dalla vostra fame
zucchine
carote
pisellini primavera surgelati
aglio
sale
peperoncino fresco
basilico
olio extra vergine d'oliva
acqua


lavate la patata, lessatela con la buccia in acqua fredda, pelatela e schiacciatela con una forchetta
cuocete al vapore il filetto di pesce, mettetelo insieme con la patata, salate aromatizzate con pepe e altre spezie o aromi e schiacciate anche questo con la forchetta amalgamando i due composti. Realizzate delle palline grosse come una noce e passatele sui semi di chia e mettete da parte.
Realizzate le verdure stufate; pelate le carote, lavate le zucchine e spuntatele, pulite l'aglio, tagliatelo a metà e degerminatelo. Affettate le zucchine e le carote con una mandolina,mettetele dentro un tegame con un cucchiaio d'olio, l'aglio, i piselli, il peperoncino affettato e mezzo bicchiere d'acqua, salate, coprite con un coperchio e portate a cottura, tgliete il coperchio e fate asciugare l'acqua in eccesso.
Servite le polpette tiepide accompagnate dalle verdure stufate.


venerdì 9 gennaio 2015

di fanatismo e di altri dei


Sono una fanatica, si dice così no? Anche se in genere, è un termine usato nell'accezione negativa, io sono una di quelle fanatiche che si entusiasmano e rincorrono per strada gli odori con la nasca all'insù. Nulla di negativo se non, forse, un tantino sconveniente per una signora.
 Sugnu smaniosa, esagerata e zelante nel cercare provenienza e a carpirne la base. Capire 'nzoch'è gghiè non è facile, no no e non ci 'nzertu sempre ma vago nell'aere, carica di ipotesi e congetture. Tutto questo per dire che mi piacciono gli odori e soprattutto le spezie. Comprate spezie intere e macinatele al momento, sentirete chi ciavuruuuu.
Il Pimento o pepe garofanato non è un vero e proprio pepe  ma una bacca derivata dai frutti secchi di un alberello sempreverde, originario della Giamaica, della famiglia delle Myrtaceae, il Pimenta dioica. Ha un odore e un sapore che somigliano a un mix di cannella, chiodi di garofano e noce moscata, le mie spezie preferite.

Triglie di scoglio con sfoglie di patate e pane aromatico
sulu ppì mia, per un cristiano quindi
una piccola patata rossa, circa 70 g
20 g di pane "vecchio" di due-tre giorni, grattugiato
180 g di filetti di triglie di scoglio
olio extra vergine d'oliva
pimento macinato al momento
sale





mescolate la mollica del pane con una generosa macinata di pimento, ungete una piccola teglia  di ceramica 13x16 cm, distribuite un po' del mix di pane e pepe ed eliminate quello in eccesso. Affettate molto finemente la patata rossa, io ho una mandolina che riesce ad affettare a 1,5 mm. Più il taglio è sottile e più velocemente cuoceranno le patate.
Distribuite uno strato di patate sul fondo della teglia, macinate un po' di sale e adagiate i filetti di triglie dal lato della pelle, salate, distribuite ancora una manciata di pane, uno strato di patate, sale e l'ultimo strato di pesce, continuate con il pane e finite con l'ultimo strato di patate sale e pane, distribuite un'idea di olio chiudete con il coperchio e infornate a 180°C per 30-40 minuti. Tirate fuori dal forno, eliminate il coperchio, irrorate con un giro d'olio crudo e servite.

martedì 18 novembre 2014

piatto ricco

Oggi ho pranzato da sola; figghioli, non ci crederete ma oggi ho realizzato un solo piatto! Ah, e chi la vuole 'cotta' e chi la vuole 'cruda', per fortuna siamo solo in tre ma certe vote m'arriduco a preparare tre cose diverse e mi siddiò, eccome se mi siddiò. Ma che pozzu fari? I cibi nuovi vengono accolti con facce strane. Lo sposo, dopo una giornata fuori, arriva a casa che si voli assittari comodo e manciari cosi di sostanza, come un bello piatticello di pasta. Che ci voi diri? ?Nzù, nenti ci poi diri. La picciuttedda mi segue in molte divagazioni ma non proprio su tutte. Ecco che oggi, in un momento di solitudine, mi preparai 'sto piatto unico senza 'se'  e senza 'ma' e m'ha scialai.
 sulu ppì mia
150 g di pesce spada
50 g di quinoa
un broccoletto ridotto in cimette
una manciata di mandorle a lamelle
un cucchiaino di olio extra vergine di oliva
un lime
sale
pepe
lavate la quinoa, cuocetela in acqua bollente salata per circa 10 minuti. Scolatela e mettetela da parte. Pulite i broccoletti, cuoceteli con un dito d'acqua in un tegame con il coperchio,lasciateli al dente. Su una piastra scottate il pesce spada: tagliatelo a cubetti e conditelo con il succo del lime e la sua scorza. In una ciotola mescolate la quinoa, con il pesce e la verdura unite l'olio, aggiustate di sale e pepate al momento, distribuite le mandorle e servite subito.

mercoledì 15 ottobre 2014

Simple fast food

Cibo semplice e veloce, un fiat a preparalo e mezzo fiat per mangiarlo. Porca miseria, ma mangiate piano! Mangiate slow, che fretta c',è mi chiedo; sono sempre l'ultima a finire di manciari, e me ne fazzu un vanto. Oddio mi piace anche parrari mica come a Salvuccio, che quannu mancia nun parra, una chiacchiera ogni tanto mi piaci, tra un boccone e l'altro, a voi no?
E, ditemi, come mangiate slow o fast?
Cous cous, tonno e pera ciavurusu al limone
200 g di tonno rosso in una sola fetta già mondato
140 g di cous cous precotto
15 g di mandorle sbucciate ma non pelate
una pera kaiser
menta
prezzemolo
uno spicchio d'aglio
un limone e la sua scorza grattugiata
sale
pepe

  1. cuocete il cous cous come indicato nella confezione, sgranatelo e fate intiepidire
  2. affettate la pera e tagliatela a cubetti, irroratela con il succo del limone e mettete da parte
  3. tritate l'aglio finemente, insieme con le erbe aromatiche, lasciate qualche foglia per la decorazione. 
  4. fate arroventare una piastra antiaderente. Tostate le mandorle e poi cuocete il tonno da ambo i lati per pochi minuti se vi piace rosa al centro, in caso contrario, cuocete di più ma non esagerate perché poi sarà stopposo. Fate raffreddare, salate e tagliatelo a cubetti. 
  5. tagliate le mandorle a filetti
  6. unite al cous cous il tonno, la pera con il succo di limone, le erbe aromatiche tritate, le mandorle, l'aglio e la scorza del limone grattugiata.
  7. aggiustate di sale se necessario e pepate
  8. Servite a temperatura ambiente

giovedì 2 ottobre 2014

Ultimi!

Ultimi fiori di zucca, ultimi tenerumi, ultimi pomodorini. Pomodorini di sicuro, oramà si sente la serra sotto ai denti, buccia dura e senza sapore, non si ponno manciari cchiù; peggio per loro, la stagione è finita, si nnì parra l'anno prossimo quannu s'appresenta di nuovo l'estate.
 Ma l'ingrediente principe per cui nacque 'sto piatticeddu è il lemon grass, finalmente lo trovai e lo volli provare, "dice" che sta bene con i pesci ma anche con il pollo; è una pianta arbustiva nativa delle regioni tropicali dell'Asia e dell' India. Aromatica, dal sapore e dal ciavuru di limone, viene usata nella cucina indiana e orientale in genere, ha un inconfondibile aroma agrumato e balsamico. E' proprio la pianticedda che fa per me. L'ho comprata domenica scorsa all'orto botanico di Palermo alla mostra mercato "La Zagara". Metterò degli steli in acqua per farle radicare e poi vi cuntu.
 
 Riso Basmati con salmone, fiori di zucca, foglie d tenerumi e lemon grass
sulu ppì mia:
70 g di riso basmati
un cucchiaino di olio di semi di nocciole
una spolverata di curry
140 g di salmone
qualche foglia di tenerume
10 fiori di zucca
uno stelo di lemon grass
un peperoncino di cayenna
2 cm di zenzero grattugiato
uno spicchio d'aglio degerminato
vino bianco
sale
lessate il riso in acqua salata, scolate e conditelo con l'olio e il curry, coprite e mettete da parte.
Pulite il lemon grass, eliminate le foglie più dure e la parte basale coriacea, affettatelo a rondelle, tritate l'aglio, grattugiate lo zenzero, e tritate il peperoncino.
 
Soffriggete il battuto in un cucchiaio d'olio, aggiungete un dito d'acqua e stufate per fare appassire. Unite le foglie di tenerumi e il salmone tagliato a dadini, appena l'acqua sarà evaporata aggiungete un dito di vino e sfumate infine salate. Eliminate i pistilli dai fiori di zucca, puliteli delicatamente  e tagliatene alcuni a striscioline uniteli al pesce, mescolate, spegnete il fuoco, coprite con un coperchio e fate riposare qualche minuto prima di servire con il riso aspeziato.



domenica 29 giugno 2014

nìvuru di sìccia

Se siete deboli di stomaco o schifiltosi fate pulire le seppie da qualcuno che se ne intende, potreste rovinare tutto e sarebbe un peccato inenarrabile. Ci vole pacienzia puru ppì mmmia che non pulisco seppie dalla mattina alla sera. Mi accingo a pulirle con scrupolo, delicatezza per non rompere le sacche con l'oro nero, garbo e cura per una cottura attenta a conservare integro il sapore del mare.
A fine pasto avrete le labbra e i denti neri ma il cuore gonfio di gioia e l'anima arricriata.
fettucce con ragù e nivuru di siccia
per tre cristiani, noi
350 g di fettuccine
500 g di seppie
200 g di pomodori piccadilly
4 cucchiai di salsa di pomodoro
un grosso spicchio d'aglio
un cucchiaino di estratto di pomodoro
q.b. peperoncino secco
sale
'n'anticchia di vino bianco secco
olio extra vergine d'oliva
foglie di maggiorana fresca

pulite le seppie, eliminate gli ossi, apritele e eliminate le interiora, la pelle, gli occhi e la bocca. Sciacquatele sotto l'acqua corrente e tamponatele con della carta da cucina. Tritate finemente lo spicchio d'aglio degerminato, ponetelo in una casseruola con un giro d'olio e fate dorare leggermente a fuoco dolce, aggiungete i corpi delle seppie tagliate a filetti e i tentacoli a pezzetti con il peperoncino, fate insaporire e sfumate con il vino. Aggiungete i pomodori tagliati a metà, mescolate e fate appassire per pochi istanti, unite la salsa, l'estratto e le sacche con il nero. Salate solo se necessario, il mio ragù non ne aveva bisogno. Portate a bollore abbondante acqua salata, cuocete la pasta e ripassatela in padella con il condimento. Servite subito cospargendo con foglie di maggiorana.

martedì 10 giugno 2014

Che mi priparò Adelina?

L'estate del 1999 non è stata particolarmente calda ma ppì mia fu rovente; tipicamente l'afa siciliana si alterna tra passate di scirocco notevoli e brezza marina che arrifrisca, ma figgioli, d'estate c'è da aspittarsi 'n'anticchia di cavuru, c'è picca 'i fari.
A quei tempi avìa 'na panza quanto un pallone, con dentro Carlotta che scalciava, comodamente immersa nella sua culla d'acqua e senza alcuna fretta di venire alla luce. Trascinare quella panza nel periodo più caldo dell'anno è stato faticoso, avevo perso la mia proverbiale voglia di canicola, non la trovavo da nessuna parte; il caldo era opprimente, mi sarei scippata la pelle per avere 'n'anticchia di refrigerio. Passavo da una cammera all'autra cercando la stanza più fresca, un filo di vento, un'idea d'aria, con un un libro in mano, "La voce del violino". Pagine quelle, che accesero la passione per il mio autore preferito. Fogli letti in un soffio per la trama avvincente, per la parlata menza sicula e menza 'taliana, per la scoperta di personaggi che parìanu veri, simpatici e sempre sorprendenti. Poi è stato virale, come si dice oggi, appena niscìa un romanzo nuovo, sia storico che poliziesco, era ed è, una corsa in libreria per averlo. Non lo comincio subito, no, devo allontanare il momento in cui arrivo all'ultima pagina, lo centellino, leggendolo a picca a picca. 
Per fortuna, il fastidioso caldo durò, per me, solo quell'estate, ora m'arrusico la pelle fino alle ossa e mi piaci assà, come sempre.

Il commissario è un manciataru di prim'ordine, ci piaci manciari pisci, trigghie di scoglio e fritture varie, sempre in silenzio religioso e macari da sulu. La prima cosa che fa appena arriva 'a casa, la sira, è talìare nel frigo o nel forno, per vedere che ci priparò la cammarera Adelina ppì manciari.
Triglie di scoglio con la cipuddrata per il commissario Montalbano e ppì mmia.
per due cristiani
6 triglie
farina di rimacinato integrale q.b.
olio extra vergine d'oliva
4 cipolle rosse (300 g circa)
un cucchiaino di zucchero semolato
100 ml di aceto di vino bianco
menta
maggiorana
eviscerate le triglie, eliminate le teste e le code con un coltello da cucina, dividete in due e sfilettatele, eliminando la spina centrale e tutte quelle che sentirete al tatto. Lavatele sotto l'acqua corrente e tamponatele con carta da cucina.
Pulite le cipolle, affettatele a 2-3 mm e friggetele in 70 g di olio e un goccio d'acqua a fuoco dolce con il coperchio, appena prendono colore, salate, zuccherate e unite l'aceto, mescolate e alzate la fiamma per fare evaporare, aromatizzate con la menta spezzettata e le foglioline di maggiorana. Togliete la cipolla dal fuoco e nella stessa padella friggete con l'olio rimasto (se serve altro olio aggiungetelo ma pochissimo) precedentemente infarinate, salate leggermente.
Disponete metà della cipolla in un piatto, adagiate metà dei filetti di triglia e servite subito, decorando con foglioline di erbette.