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lunedì 7 settembre 2015

nordici pacchetti di pasta phyllo


Quando si dice "Unità d'Italia" voi che pensate? Certo lo so, pensate al Risorgimento, agli Ideali Nazionalisti, all'Indipendenza, a Garibaldi e a quei Mille, niè non possiamo risolvere in due parole, ci dovremmo assittari per dissertare di storia, filosofia, politica, geografia, di Amor Patrio e molto altro ancora. E va beh, lasciatemi dire, prosaicamente, che l'unità d'Italia si fa anche unendo vite da nord a sud e da est a ovest lasciando indietro, anni luce, inutili campanilismi e ottusi federalismi. Io, nel mio piccolo, trasporto l'idea di unione anche a tavola, allargo il mio campo visivo e gustativo verso lidi lontani che cuntano di Trentino, mele, speck, e montagne viste da qui, da Palermo.
difficoltà: facile
preparazione: 20 minuti
cottura: 20 minuti
per 4 cristiani:
4 fogli di pasta phyllo 120 g
una mela rossa e dura
100 g di speck tagliato sottile sottile
un tuorlo
30 g di parmigiano grattugiato
150 g di formaggio cremoso 
burro fuso per spennellare
sale e pepe
Con le fruste montate il formaggio con il tuorlo e il parmigiano, aggiustate di sale se necessario e pepate, ponete dentro un sac-a-poche e poi in frigo a rassodare. Trascorsa almeno un'ora di riposo, tagliate a metà un foglio di pasta phyllo, stendetelo sulla spianatoia e spennellatelo con il burro fuso, tirate fuori dal frigo il sac-a-poche, tagliatene la punta e a tre cm circa e distribuite una striscia alla base della metà del foglio, disponete due fettine di mela precedentemente sbucciata e avvolta in un fettina di speck. Richiudete i lembi di destra e sinistra e arrotolate spennellando sempre con il burro. Infornate in forno caldo a 200°C per circa 15 minuti o fino a quando saranno dorati, sfornare e servire tiepidi o freddi.


lunedì 31 agosto 2015

facili bicchierini



I toni agrumati del pompelmo rosa smorzano, alleggeriscono, amalgamano e sgrassano il sapore dell'insieme... forse e se mai ce ne fosse bisogno. Mi do un tono perché le innumerevoli trasmissioni televisive che si susseguono senza tregua sul cibo mi insegnarono un sacco di cose ma di altre vado ancora alla fimminina picchì non sempre le capisco, e va beh, che sarà mai? Certo, parranu tra iddi e si capisciunu dando per scontato che tutti l'autri comprendano come loro. Io dove arrivo metto un punto esattamente come il punto fermo di questi bicchieri che aprirono una cenetta a lume di candele.

Bicchierini di tonno affumicato
Per 4 cristiani:
tempo di preparazione: 30 minuti
tempo di cottura: un’ora
difficoltà: facile
per la marinata:
1 spicchio d’aglio
Il succo di mezzo limone
2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
q.b. barbe di finocchio
Un cucchiaino di pepe rosa
2 cucchiai di Grand Marnier
Per i bicchierini:
300 g di patate rosse
1 cuore di sedano
100 g di tonno affumicato a fettine
1 pompelmo rosa
150 g di panna acida
Lessate le patate, scolatele, tagliatele a cubetti e mettete da parte in una ciotolina.
Pelate a vivo il pompelmo, raccogliete il succo che altrimenti si perderebbe e mettetelo da parte. Tagliate a dadini la polpa del pompelmo.
Preparate la marinata mettendo tutti gli ingredienti in una ciotola compreso il succo raccolto dalla pelatura a vivo del pompelmo, sbattete con una forchetta per emulsionare. Tagliate a pezzetti piccoli il tonno e ponetelo dentro la ciotola, mescolate, coprite con un foglio di pellicola e ponete in frigo per un’ora.

Tritate il sedano lasciando per la decorazione 4 foglie e mettete da parte.
Preparate i bicchierini suddividendo la panna acida sul fondo, le patate, il pompelmo, il sedano e il tonno con la marinata. Decorate, se volete, con le foglie di sedano e qualche barba di finocchio. 
Potete preparare questo antipasto anche un paio d'ore prima e tenerlo in frigo, abbiate l'accortezza di tirarlo fuori in tempo per servirlo non troppo freddo.



venerdì 14 agosto 2015

in un sol boccone

E che ci vuole? Sono abbastanza piccoli da entrare in bocca così come sono; le signore bene educate darebbero un morsetto con il timore che sbocconcellare potrebbe produrre mollichine sfuggenti e succhi inopportuni.  Io dico che questi sfizi calano soli soli, non dovrebbero finire mai perché uno tira l'altro e ci si abbuffa senza ritegno.
Tartellette di ceci e pomodori tiger confit
per 18 tartellette:
per il ripieno
100 g di ceci secchi
battuto di carota sedano e cipolla
olio extra vergine d'oliva
timo
9 pomodorini Tiger o quelli che volete
sale
zucchero
pepe
olio extra vergine d'oliva
200 g di farina
100 g di burro freddo
un pizzico di sale
2 cucchiaini d'acqua fredda
la sera prima mettete a mollo i ceci in acqua per tutta la notte il giorno dopo cuoceteli con un battuto realizzato con mezza carota, mezza cipolla e un pezzetto di sedano e un filo d'olio, coprite con l'acqua e portate a cottura. Quando saranno cotti frullateli con qualche una manciata di foglioline di timo e olio quanto basta a rendere morbido il composto. Riempite un sac-a-poche usa e getta e ponete in frigo fino al momento dell'utilizzo.
Mescolate la farina con il burro a pezzetti, unite il sale e mescolate fino a ottenere delle briciole, unite l'acqua poco per volta fino a quando il composto si addensa. Avvolgete l'impasto dentro un foglio di pellicola e ponete n frigo a rassodare per circa mezz'ora.
Recuperate l'impasto dal frigo, lavoratelo per recuperare l'elasticità e stendetelo con un matterello a uno spessore di un paio di mm. Con un coppapasta di 7 cm di diametro ritagliate 18 dischi e posizionateli dentro degli alloggiamenti per mini muffin, Andranno bene sia una teglia che gli stampi singoli. Bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta e infornate in forno caldo a 180°C per circa 10-15 minuti; per la cottura affidatevi alla conoscenza del vostro forno.
Fate intiepidire nelle forme e poi sformate le tartellette per farle raffreddare completamente.
Lavate i pomodorini, tagliateli a metà e poneteli con la parte tagliata rivolta verso l'alto su una teglia foderata con carta forno, spolverate la superficie con un pizzico di zucchero, uno di sale e uno di pepe, irrorate con un filo d'olio e infornate a 150°C per mezz'ora; fate raffreddare. Recuperate il sac-a-poche dal frigo, tagliate la punta e riempite le tartellette con la crema di ceci, ponete mezzo pomodorino sulla sommità e servite.


martedì 28 luglio 2015

delle due l'una

Niè, c'è picca 'i fari, quando un cristiano non ha ricettu finisce con lo sfirniciarisi a destra e a manca. E va beh niente ci fa, sto usando farine alternative al solito grano, ho usato la farina di grano khorasan, denominato grano gigante o, più comunemente chiamato KAMUT® che è il marchio dell'azienda che lo produce.
 Questo grano antico è un parente stretto del grano duro moderno, contiene 
glutine ma non è stato biologicamente modificato ed è coltivato secondo i criteri dell'agricoltura biologica.
Ora, io dico 'na cosa: è mai possibile che devo accattare un grano che viene da lontano quannu, in Sicilia,
coltiviamo dei grani antichi secondo questi stessi criteri? Picchì, tra gli scaffali 
di qualunque supermercato io non trovo la tumminia e me la devo andare a cercare con il lumicino? 
Così per dire...
 Bruschetta di pizza o pizza bruschetta? Delle due l'una.
per 6 cristiani
difficoltà: facile
tempo di preparazione: 15 minuti più il riposo
tempo di cottura: 30 minuti circa
 Per l'impasto:
320 g di farina Kamut
80 g di farina di grano duro
circa 300 ml d'acqua tiepida
5 g di lievito di birra fresco
10 g di sale
un cucchiaio d'olio extra vergine d'oliva
un cucchiaino di zucchero
farina di rimacinato per le pieghe
per il condimento:
10 pomodori grossi e sodi
due spicchi d'aglio
basilico
olio extra vergine d'oliva
sale e pepe
impastate le due farine con con lo zucchero e il lievito sbriciolato, aggiungete poco per volta l'acqua necessaria e l'olio. Unire il sale e impastate fino a quando l'impasto avrà la giusta consistenza o fino a quando incorda attorno al gancio, se usate la planetaria. Realizzate qualche piega e poi ponetelo dentro una ciotola coperta da uno strofinaccio umido fino al raddoppio. Recuperate l'impasto, reimpastate qualche minuto e poi dividetelo in pezzatura di circa 60 g l'uno, realizzate delle palline e fate lievitare ancora fino al raddoppio coperte.
Preparate il condimento tuffando in acqua bollente per pochi istanti il pomodoro precedentemente lavato. Eliminate la buccia e i semi interni, realizzate una concassè, ponetelo dentro una ciotola e conditelo con gli spicchi d'aglio tagliati a metà, l'olio, il sale, il pepe e abbondante basilico, fate riposare coperto fino all'uso in frigo.
Riprendete l'impasto, usate della farina di rimacinato per spolverare la spianatoia e realizzate delle schiacciatine, praticate dei tagli sul bordo e all'interno per evitare che gonfino durante la cottura e infornate a 200°C per circa mezz'ora o fino a quando saranno dorate(*). Sfornate e condite le schiacciatine distribuendo il condimento e servite.
(*) per la cottura basatevi sulla conoscenza del vostro forno


sabato 9 maggio 2015

Cosuzze niche

La ducizza di 'sto pomodorino è inenarrabile, s'avi a tastari per capire di che cosa si tratta. Ho trovato questa ricetta su una raccolta di Sale & Pepe Collection dedicata al pomodoro risalente al 2010. Niè vi cuntu sulu che ho usato il pomodorino di Vittoria del consorzio agricolo Consagro,  ho aumentato le dosi, rimpicciolito i contenitori per realizzare dei piccoli antipasti e, infine, ho decorato il piatto con una striscia di curry. Niè che ve lo dico a fare, provateli!
Sformatini di ciliegino con timo e maggiorana
per 10 piccoli sformatini
600 g di pomodoro ciliegino di Vittoria Consagro
10 pomodorini col giummo per la decorazione
60 g di pomodoro secco sott'olio
3 scalogni
foglioline di timo e maggiorana
3 cucchiai di panna a lunga conservazione
3 uova
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
sale
pepe
burro per gli stampi
Curry
lavate i pomodorini, tagliateli a metà, metteteli dentro un tegame con l'olio, le erbe aromatiche, i pomodori secchi sgocciolati e tagliati a pezzetti, gli scalogni affettati. Poneteli sul fuoco e cuocete per 15 minuti mescolando ogni tanto. Frullate tutto dopo la cottura, aggiungete le uova, la panna e riavviate per qualche istante il frullatore, aggiustate di sale e pepate.
 La ricetta suggerisce di passare al setaccio, ho preferito lasciare il composto così granuloso. Imburrate degli stampini da creme caramel, Suddividete il composto e cuocete in forno caldo a 170°C per circa mezz'ora. Fate la prova stecchino deve venire fuori asciutto e pulito. Sfornate e fate raffreddare una decina di minuti prima di sformarli su un piatto precedentemente decorato con una striscia di polvere di curry.

martedì 16 dicembre 2014

Crema di zucca speziata su un bel suolo palermitano

Niè, quando ho visto questa ricetta su uno speciale di Sale& Pepe dedicato alla zucca (*) m'innamorai a prima vista, però la ricetta diceva crostini di polenta. Io polentona sono? 'Nzamà, io sicula sono  e impastata con la farina di ceci  quindi invece della polenta fici delle panelline un po' più grosse e le usai come basetta per la crema di zucca speziata...non ho parole, la crema di zucca è una cosa favolosa, non si può raccontare.
Come dice il venditore di sfincionello palermitano: si tastano queste cose, si tastano!
(*) Zucca, la regina dell'orto, ottobre 2012

La crema di sesamo, al secolo tahin me la sono fatta da me, se vi scoccia accattatela già pronta
tahin
100 g di sesamo
40 g circa di olio extra vergine d'oliva

panelle 
250 g di farina di ceci
750 ml di acqua
sale e pepe
un mazzetto di prezzemolo tritato

zucca
400 g di zucca
200 ml di acqua
sale
20 ml di succo di limone (circa mezzo limone)
mezzo cucchiaino di semi di cumino
mezzo cucchiaino di semi di coriandolo
200 g di pancetta a cubetti (la ricetta originale prevede la pancetta a fettine sottili)
mandorle a lamelle (le ho aggiunte io)

preparate le panelle sciogliendo in una casseruola, la farina con l'acqua, mescolate aggiungendo poca acqua per volta fino a inglobare tutto il liquido; ponete sul fuoco e cominciate a mescolare, aggiungete il sale e portate a cottura. Quando la farina comincia a staccarsi dalle pareti della pentola aggiungete il prezzemolo mescolate e spegnete. Io lo verso dentro un tubo di circa 8 cm di diametro e lungo 30 ma in mancanza di questo potete versare il composto dentro una teglia di 32 cm di diametro e poi quando si sarà raffreddta tagliate le panelle con un coppapasta. Friggetele in abbondante olio caldissimo. e poi ponetele a perdere l'unto in eccesso su un foglio di carta da cucina assorbente.
Se non avete la salsa tahin fatela in casa frullando il sesamo con l'olio fino a realizzare una salsa.
Cuocete la zucca tagliata a pezzetti con l'acqua leggermente salata, fate asciugare completamente il liquido e poi frullate insieme con i semi di cumino pestati con quelli di coriandolo, due cucchiaini di salsa tahin e il limone. Mettete da parte.
In una padella antiaderente abbrustolite la pancetta fatela rosolare e poi  fatela scolare su un foglio di carta assorbente.
Componete il piatto ponendo come base una panella, un cucchio di crema alla zucca speziata, la pancetta croccante e qualche mandorla a lamelle.

giovedì 25 settembre 2014

l'estate conservata dalla mamà

Matri mia! Mangiare una pietanza che non assaggiavo da almeno 35 anni mi ha riportato indietro nel tempo, come Ego nel ristorante di Linguini. Matri mia che "flesciata", incredibile, mi sono rivista nica nica con un panino ripieno di melanzane sott'olio fatte, all'epica, dalla mia mamà. Quest'estate ci rissi: mammina cara, ma non le facisti cchiù le mulinciane sott'olio? Idda nenti fici? S'accatto kilate di mulinciane, li priparò, acchianò sopra all'autobbuss e mi mi purtò posto casa, miiiii che bella sorpresa. Come ritornare bambina.
Mi disse 'na cosicedda: per realizzare le melanzane sott'olio ci vogliono le ultime melanzane, quelle di settembre.
Le ricette che seguono, realizzate da me matri, hanno dosi indicative, come le buone ricette di una volta; andateci alla femminina, a occhio, per intenderci, che non sbagliate di sicuro.
quanti vasetti? boh, glielo chiedo e poi vi dico.
Ecco, mu dissi, circa 4 vasetti alti
Melanzane sott'olio
ingredienti
7 kg di melanzane tipo seta (di fine estate, settembrine)
mezzo litro di aceto di vino bianco
sale qb
olio extra vergine d'oliva qb
peperoncino
origano
aglio
per un sapore molto delicato, macerate con il succo di 5 o 6 limoni in sostituzione dell'aceto. Per il condimento procedete come per la ricetta seguente.

pelate le melanzane e tagliatele a striscioline. Mettetele in una ciotola capiente, a strati con il sale, alla fine distribuire l'aceto o il limone. Mettete un peso sopra e lasciarle per 24 ore a macerare nella loro acqua. Trascorso questo tempo strizzatele il più possibile. Mia madre ha usato un torchietto.
Metterle in un'altra ciotola e conditele tutte insieme in modo che l'olio le avvolga tutte, unite l'origano e l'aglio a pezzetti e il peperoncino. Sistematele nei vasi ben sterilizzati, premendo bene per fare uscire tutta l'aria. Lasciate i vasi scoperti per qualche giorno, controllando eventuali bolle d'aria. Le melanzane devono essere sommerse dall'olio. Aggiungere se necessario.

secondo condimento:
200 g di olive verdi denocciolate
un vasetto di acciughe sott'olio
un bel mazzo di prezzemolo
peperoncino
aglio
tritare il prezzemolo, sminuzzare le acciughe, tagliare le olive e l'aglio.
Condire le melanzane come sopra. distribuirle nei vasetti


lunedì 1 settembre 2014

polpettando

Oggi, primo settembre 2014, vedo polpette dappertutto! Ma che fu? manco fussi un contest, hanno polpettato Sarah Fel, Gabila e Donna Hay.
 A 'sto punto mi ci metto anch'io con la mia dieta del lunedì senza tristezza, con le polpette di zucchine, carote e semi. Mi fici quattro cunti con il contacalorie sul web, iddu dice che, a persona, queste polpette contengono 349 kcal, sarà vero? Mah! quello che so è che buone sono.
per 4 cristiani:
600 g di zucchine mondate
200 g di carote mondate
50 g di provola affumicata
70 g di pangrattato
5 g di semi di lino
2 uova
sale
pepe
noce moscata
un cm di zenzero grattugiato
6-7 foglie di basilico tagliate a pezzetti
per la finitura:
35 g di cimino (sesamo)
50 g di pangrattato
lessate in acqua salata, per circa 15 minuti, le zucchine tagliate a tocchetti e le carote tagliate a rondelle, scolatele, fate intiepidire e passatele al mixer. Sgocciolate il composto dentro un colapasta dai fori piccoli. Impastate il composto di zucchine con 70 g di pangrattato, le uova, la provola a pezzetti, i semi di lino, il basilico, la noce moscata e lo zenzero. Lavorate per amalgamare, aggiustate di sale e pepate. Otterrete un impasto molto morbido, abbiate cura nel maneggiarlo.
 Mescolate il sesamo con il pangrattato per la finitura, formate delle polpette, passatele nel mix di pangrattato e sesamo e ponete su una placca foderata con carta forno. Cuocete in forno a 180°C per 15 minuti e finite con qualche minuto di grill e servite tiepide.

giovedì 31 luglio 2014

la matta

Come lo metti, metti  'stu piatticeddu è sempre gradito; un piacevole ingresso, servito come antipasto insieme a del salato, oppure un intermezzo, come contorno o, infine, da servire come fine pasto; frutta che si presta come un jolly durante tutto il pranzo. Ma chi vuliti di chiù?
insalata di melone giallo speziata
per 4 cristiani
un melone giallo
un limone, succo e scorza
una bacca di cardamomo
un chiodo di garofano
pepe
semi di papavero, la punta di un cucchiaino
foglioline di menta

lavate il melone, tagliatelo in due, eliminate i semi e prelevate la polpa del melone con uno scavino, oppure tagliatelo a fette, eliminate la buccia e poi tagliatelo ancora a pezzi. Ponetelo in una ciotola, condite con la scorza grattugiata del limone, una macinata di pepe, i semi di cardamomo pestati con il chiodo di garofano, il succo del limone e le foglioline di menta, mescolate e ponete in frigo fino al momento di servire.

martedì 15 aprile 2014

A.A Ancora Asparagi

E ora basta! Almeno per un po'.
Bello è bello, che quando arriva la primavera faccio incetta di ingredienti di stagione, poi però mi fisso; mi capita come ai picciriddi che ritrovano giocattoli con i quali non giocavano da tempo, però si stancano e cercano qualcosa di nuovo. Uguale uguale io con gli asparagi, metto da parte per una prossima volta, magari prima che finiscano.
400 g di asparagi da mondare
100 g di panna a lunga conservazione
30 g di parmigiano grattugiato
2 uova
sale
pepe
noce moscata
olio
pan grattato
eliminate la parte dura degli asparagi, cuoceteli al vapore, salate e conservate qualche punta per la decorazione, frullate il resto. 
Sbattete in una ciotola le uova con la panna, aggiungete il parmigiano, aggiustate di sale e unite la purea di asparagi, pepate e grattugiate un po' di noce moscata. Oleate 4 stampini monoporzione da crem caramel, cospargete con il pan grattato, suddividete il composto agli asparagi, poneteli dentro la vaporiera e cuocete per circa 20 minuti.

venerdì 21 giugno 2013

accontentatevi

 ci devi mettere sempre 'u 'ntoppu picchì quannu decidi che devi fare una cosa che ci voli assai tempu  può capitari che in quel frattempu ti capita l'ostacolo. E così fu per l'infornata di questa focaccia che, desiderosa di ziccarisi 'nto furnu all'orario stabilito, trovò il forno spento. In verità la focaccia non vive vita propria, fussi cà fussi io che la volevo infornare prima per farici 'na bedda foticedda con la luce naturale, invece, infornata all'ottu 'i sira sa manciaru tutta, quasi tutta impietositi di mia che non potti fare le foto.
'Nsomma chisti sunnu l'avanzi du jorno prima, accuntentativi
350 g di farina di rimacinato
150 g di farina 00
100 g di strutto
200 ml di latte tiepido
10 g di lievito di birra
un cucchiaino di zucchero
10 g di sale
tre patate rosse
parmigiano
rosmarino
pepe
olio extra vergine d'oliva
mescolate le farine con il sale e lo strutto; sciogliete il lievito nel latte con lo zucchero e aggiungetelo poco per volta al miscuglio. Impastate fino all'incordatura attorno al gancio dell'impastatrice dopo ponetelo in una ciotola coperta con un telo e poi nel forno spento con la luce accesa. fate lievitare fino al raddoppio, almeno 3 ore. Stendete l'impasto su una placca da forno e fate lievitare ancora un'ora; lavate le patate, sbucciatele e affettatele finemente con una mandolina e poi dentro una terrina mescolatele con un paio di cucchiai d'olio, un po' di sale e il rosmarino. Distribuite sulla focaccia una manciata di parmigiano grattugiato, adagiate le patate condite e infornate per una ventina di minuti a 200°C

martedì 11 giugno 2013

m'aviti a crìdiri, troppo buona è!

si si, lo so che il fritto è più buono, che la caponata di melanzane, fritta av'agghiessiri e che non dovrei chiamarla caponata picchì mancu l'agrodolce ci fici ma, figghioli miei io ho una dieta da mantenere e idda, la dieta, voli esseri pigghiata per i fondelli, lassatemi fari.
caponata di melanzane e capone al forno
per 4 cristiani
difficoltà: facile
preparazione: 30 minuti più un'ora di riposo delle melanzane
cottura: un'ora e 15 minuti
2 grosse melanzane circa 1,200 g
un cuore di sedano
un pesce capone
30 g di mandorle
40 g di pinoli
300 g di salsa di pomodoro
100 g di olive verdi snocciolate
 50 ml di vino bianco
40 g di cucunci
olio extra vergine d'oliva
sale grosso
basilico
una cipolla
lavate, asciugate le melanzane e tagliatele a cubetti, mettetele in un colapasta, distribuite del sale grosso e fate riposare per un'ora. Nel frattempo affettate la cipolla, le olive e il sedano, ponete dentro un tegame con due cucchiai d'olio, fate cuocere con un dito d'acqua, appena questa si è asciugata aggiungete i cucunci sciacquati, sfumate con il vino alzando la fiamma. Unite la salsa, il basilico e cuocete per cinque minuti. Sciacquate le melanzane, strizzatele e mettetele dentro una teglia da forno con 4 cucchiai d'olio e il condimento preparato, mescolate e infornate a 180°C per un'ora circa. Pulite il capone, tagliatelo a tranci togliete la pelle, la lisca interna e tagliatelo cubetti, unitelo alla caponata, distribuite la frutta secca tritata grossolanamente e cuocete in forno ancora 5 minuti. Fate raffreddare prima di servire decorando con foglie di basilico.

venerdì 12 aprile 2013

una passione per il formaggio e per le storie cuntate

A Palermo l'artigianato e i mestieri erano rintracciabili, e in alcuni casi lo sono ancora,  nel centro storico identificando vie e piazze. Ci sono strade intitolate agli argentieri, ai credenzieri, ai crocifissari, ai cafisari, ai maestri d'acqua, ai candelai e così via discorrendo fino ai zimmelari, alle sedie volanti e molti altri ancora; un numero cospicuo di mestieri che avevano contraddistinto il tessuto storico della città. Esiste una leggenda (anche se secondo me, tanto leggenda non è) che racconta di una famiglia facoltosa di artigiani orafi che avevano casa e putìa in via degli Argentieri. La storia cunta che 'sta famigghia cadìu in disgrazia per mali affari; per non dare sazio ai vicini, 'a mugghiere dell'orafo, s'inventò 'na ricetta ciavurusa utilizzando aromi e spezie che lasciava presagire la cottura di cunigghiu e invece era cacio cavallo cotto con olio, aglio e aceto.Il ciavuru veniva sapientemente sventolato fuori dalla finestra per fare arrivare il profumo in tutta la via  Alcuni, ancora, questo piatto lo chiamano coniglio all'argentiera ma di cacio si tratta.
per 4 cristiani pigghiate 500 g di cacio cavallo fresco, 3 cucchiai di aceto bianco, tre cucchiai di olio extra vergine d'oliva, 2 spicchi d'aglio, origano secco e pepe.
tagliate il formaggio a fette di 4-5 cm, in una padella capiente e antiaderente mettete l'olio e fate dorare l'aglio schiacciato, che dopo eliminerete. Unite le fette di formaggio in un solo strato e fate cuocere per qualche minuto da ambo i lati.  Appena noterete il formaggio diventare  morbido versate l'aceto, cospargete con il pepe e l'origano e servite immediatamente.
Per non farvi mancare niente vi propongo un altro antipasto da servire immediatamente, facilissimo da preparare tanto che non c'è una ricetta, dovete comprare del formaggio morbido che più vi piace; io ho usato dei tomini ricoperti con dello speck e della provola dolce tagliata a fette belle spesse. Mettete la piastra in ceramica in forno e fatela arroventare ben bene, aprite il forno e, aiutandovi con dei guantoni, tirate fuori il grill barbecue distribuite i formaggi e rimettete in forno per qualche minuto fino a quando i formaggi diventeranno morbidi e sciolti. Servite immediatamente portando in tavola la teglia e poggiandola su un tagliere di legno, tagliate i formaggi direttamente nella teglia con un taglia pizza. Un solo inconveniente con questi antipasti, facitini picca picchì s'annunca gli ospiti si appanzano di pane e formaggio e a prima fame si tolgono l'appettito.

lunedì 18 febbraio 2013

bianco, rosso e olio verde

 Sono una patita della bella tavola, mi piace assai apparecchiare a modino utilizzando i miei numerosi mise en place e cambiando a secondo dell'occasione più o meno informale. M'accattirìa servizi di piatti nuovi sempre, il problema è dove stivarli, non c'è più posto nella mia casa. L'altra sera eravamo, stranamente, solo dodici ed ho scelto di apparecchiare con i toni del bianco; le note di colore erano regalate dai cibi che tendevano al rosso. Questo è l'aperitivo, che vi regalo molto volentieri.
Aperitivo in rosso
per 12 cristiani
in una caraffa versate 300 ml di analcolico rosso, 100 ml di Aperol, 350 ml di vino bianco secco e due cucchiai di granatina. Mescolate e servite freddo con dei cubetti di ghiaccio.
tartellette con mousse di formaggi e Olio Verde al limone
per circa 36 tartellette
200 g di farina 00
100 g di burro salato morbido
un uovo
mescolate gli ingredienti, realizzate una palla e ponetela in frigo, avvolta nella pellicola a riposare per un'ora. Trascorso questo tempo, manipolatela con le mani per ammorbidirla e stendetela con un mattarello su  un piano infarinato. Realizzate tanti dischetti con un coppapasta smerlato da cinque cm di diametro e riempite una teglia da 24 mini muffin spingendo l'impasto dentro ogni incavo. Infornate a 180°C, in forno già caldo, per circa 15 minuti. Ripetete l'operazione fino a completare la cottura delle tartellette.
Per il ripieno
150 g di feta
150 g di Philadelphia
3 cucchiai di Olio Verde al limone
q.b. olive taggiasche snocciolate
Sbattete  i formaggi con le fruste elettriche aromatizzando con l'Olio Verde. Ponete il composto in un sac-a-poche munito di beccuccio a stella e riempite le tartellette con un ciuffo di impasto, infine decorate con mezza oliva nera.
biscotti salati ai semi di papapevo
120 g di farina 00
60 g di burro salato
40 g di burro
70 g di svizzero originale grattugiato
40 g di parmigiano grattugiato
5 g di semi di papavero
un pizzico di sale
pepe macinato al momento
mescolate tutti gli ingredienti, realizzate un cilindro con l'impasto, avvolgete nella pellicola e ponete in frigo a raffreddare per un'ora almeno. Tagliate a rondelle di circa 3 mm e infornate a 180°C per circa 15 minuti. Sfornate e fate raffreddare su una gratella.


giovedì 15 novembre 2012

Annati a cogghiri alivi...


Ho un alberello di ulivo, l'ho comprato, anzi me lo regalò mio marito quann'eramu ziti, 17 anni fa. L'ho tenuto in vaso per 10 anni, poi l'ho messo a dimora nel mio giardino. Quest'anno ho raccolto 450 g di olive, un'emozione tale che quasi volevo andare a comprare la rete per la raccolta ahahahahahah. La potatura non è mirata alla produzione ma, piuttosto, alla valorizzazione della sua chioma; è talmente bello il colore delle sue foglie che mi veni 'i chianciri sulu a taliallu. 

Le olive schiacciate sunnu 'na sulenne camurria da preparare. Ma se avete la pacienza di aspettare e seguire la ricetta passu passu, non ve ne pentirete.
450 g di olive
mezzo spicchio d'aglio
una carota
una costa di sedano
qualche fogliolina di menta
peperoncino a piacere
olio extra vergine d'oliva
aceto balsamico
sale
Schiacciate le olive con un batticarne, una ad una, facendo attenzione a non rompere il nocciolo, poi immergetele in una ciotola capiente piena d'acqua e lasciatele così per tre giorni, rinnovando l'acqua ogni 24 ore. Trascorso questo tempo sciacquate le olive e trasferitele in una salamoia realizzata con un litro d'acqua  e 150 g di sale. Dopo 4 giorni sciacquatele abbondantemente sotto l'acqua corrente e mettetele in una ciotola capiente con un giro d'olio e preparate il condimento.
 Tritate finemente il sedano, la carota e l'aglio degerminato, spezzettate con le mani le foglie di menta e aggiungete tutto alle olive, condite con il peperoncino, un giro d'olio per conservare e un'idea di aceto. Mescolate, travasate dentro un barattolo a chiusura ermetica e ponete in frigo fino al momento di servire.
 


lunedì 23 luglio 2012

un copiato che soddisfa!

una pizza millefoglie, niente di che direte voi, ma vi assicuro che questa ricetta-non ricetta è un'idea da realizzare più volte. Piaciu a granni e picciriddi e poi, il suo ingresso, fa 'n'anticchia di teatro con gridolini di giubilo da parte dei picciriddi e varie esclamazioni di stupore e meraviglia. Ho visto la foto su una raccolta del meglio di Sale& Pepe; le modifiche che ho apportato sono di natura soggettiva: sulla rivista viene usato un rotolo di pasta per pizza pronto e mozzarella di bufala. Manco a dirlo, la pizza l'ho preparata in casa, volete mettere il piacere? Ho sostituito la mozzarella di bufala, buonissima ma troppo acquosa, con un rotolo di mozzarella infine, ho fatto quattro strati di pizza...una mille_e_mille_foglie altro che storie!
eravamo cinque granni e quattru picciriddi, considerando che era un accompagnamento a due secondi di verdure ho impastato 400 g di farina mista
300 g di farina manitoba
100 g di semola di rimacinato
280 g di acqua
10 g di sale
un cucchiaio d'olio extra vergine d'oliva
10 g di lievito di birra fresco
3 melanzane lunghe
4 pomodori San Marzano non troppo maturi
2 rotoli di sfoglia di mozzarella
sale
pepe
un mazzetto di basilico
olio per friggere
Mettete le farine nella planetaria o su un piano di lavoro, sbriciolate il lievito e cominciate a impastare, aggiungete l'acqua tiepida poco alla volta, l'olio e infine il sale. Otterrete un impasto molto idratato; fate qualche giro di pieghe aiutandovi con altra farina, ponetelo in un luogo riparato da correnti per farlo lievitare fino al raddoppio. Nel frattempo tagliate le melanzane a rondelle da tre millimetri e ponetele dentro un colapasta, cospargetele con il sale e fate perdere l'acqua di vegetazione per un'ora circa. Trascorso il tempo necessario, sciacquatele, asciugatele e friggetele in olio caldo e poi fatele scolare su un foglio di carta assorbente. Riprendete la pasta e lavoratela con le mani su un piano infarinato, dividetela in otto pezzi di ugual peso e stendeteli uno alla volta cercando di ottenere una forma allungata di circa 20X10 cm con uno spessore di circa 3 millimetri. Ponete le schiacciatine su una teglia foderata con carta forno; praticate delle incisioni oblique e parallele, su due di esse sulle restanti praticate dei buchetti con i rebbi di una forchetta. Prima di infornare, in forno caldo a 200°C, spruzzate con le mani delle gocce di acqua fredda. Cuocete per circa 10 minuti e poi fate raffreddare. Affettate i pomodori e allargate le sfoglie di mozzarella e tagliatele in tre parti. Su un'altra teglia foderata con carta forno, disponete una schiacciatina, poi distribuite parte delle melanzane, uno strato di pomodori un pizzico di sale, uno di pepe e qualche foglia di basilico e un terzo del foglio di mozzarella. Continuate così fino a coprire con la schiacciata con i tagli obliqui. Finite con altre melanzane e pomodori. Realizzate nel medesimo modo anche l'altra millefoglie e infornate a 200° per 10 minuti. Prima di servire, tagliata a fette, irrorate con un filo d'olio extra vergine d'oliva.

mercoledì 18 luglio 2012

Rosaliaaaaa. Componiti. Svergognata!

sono immersa nei miei pensieri, i più diversi e affastellati gli uni agli altri, mentre sono in cucina e lavo le milincianedde, quando ad un tratto, uno in particolare, mi stampa un sorriso sulle faccia, facendomi scoprire i denti. I milinciani ammuttunati mi fanno venire in mente una battuta di un film con Tiberio Murgia, che pur essendo sardo_sardo, è la caricatura del classico siculo. Ammuttunata ha molti significati, abbottonata, lardellata, chiusa, ripiena.  Il mio pensiero lo associo a una tipica donna sicula, di una bellezza travolgente, colori scuri, un seno pieno, molto provocante, di una billizza che emana cuntitizzamagari vistuta di nivuru, e la cammisedda non troppo ammuttunata..."Rosalia, componiti, svergognata! E sorrido.
Mah! quannu sunnu sula 'u ciriveddu  va a vacante, senza rete, vuota e con pensieri anche scomposti, però, la mia solitudine, mi fa compagnia e mi fa anche ridere.
per quattro cristiani:
un chilo di melanzane niche, piccole
un chilo e mezzo di pomodoro maturo
un ciuffo di basilico
una cipolla rossa
50 g di caciocavallo Ragusano D.O.P
20 g di pomodori secchi
4 spicchi d'aglio
un ciuffo di menta
sale
zucchero
sale grosso
pepe
olio extra vergine d'oliva

Lavate le melanzane; togliete il picciolo e praticate dei tagli non troppo profondi su quattro lati lasciano intatti la base e la corona in alto, devono essere delle incisioni, delle tasche verticali. Ponete le melanzane dentro un colapasta e cospargete con il sale grosso, fate perdere l'acqua di vegetazione per circa un'ora. Nel frattempo  affettate finemente la cipolla, mettetela in un tegame e fate soffriggere, in 3 cucchiai d'olio e poi aggiungete un goccio d'acqua, fino a stufarla; lavate il pomodoro, tagliatelo a pezzi grossolani e aggiungetelo al soffritto, aggiungete il basilico spezzettato e fate cuocere per circa 20-30 minuti. Passate tutto con il passa pomodoro, rimettete dentro il tegame e fate stringere ancora un quarto d'ora, salate, pepate e spegnete il fuoco. Tritate l'aglio con la menta, affettate finemente i pomodori secchi, dopo averli fatti rinvenire in acqua calda e asciugati, unite il caciocavallo grattugiato e mescolate. Sciacquate le melanzane, asciugatele e riempite le tacche con il ripieno preparato, con delicatezza, aiutandovi con la lama di un coltello.
 Friggete le melanzane nell'olio bollente, rosolate da tutte le parti fino a colorirle. Passatele nel sugo e cuocete ancora un quarto d'ora. servite come contorno o come antipasto.