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mercoledì 15 aprile 2015

cacoccioli di capriccio


'N Paliemmu ci sunnu i cacoccioli cu le spine e a mia mi fannu una sulenne antipatia. Ecco l'ho detto! C'è picca i fari, non sugnu abituata; nella latata messinese non c'è 'sta varietà, da quando sugnu ccà, 'ntà Sicilia occidentale, mi spinu tutta. Chi grannissima camurria. Ma quando arrivano le mammole, me la scialo. Sunnu bedde grosse e tonde. Questa ricetta parte da una tradizionale, semplice e veloce, io però che sugnu licca, ghiotta, ci misi il carrico da unnici aggiungendo 'n'anticchiedda di cascavaddu e 'na scorzicedda di limuni. Se vi sconfinfera facitila puru vui.
Per quattro cristiani
4 mammole
3 spicchi d’aglio
Un mazzo generoso di prezzemolo
100 g di caciocavallo fresco
La scorza di un limone grattugiata
4 foglie di alloro
Olio extra vergine d’oliva
Sale e pepe
Pulite le mammole, eliminate il gambo e qualche foglia esterna più coriacea; pareggiate la base con un coltello e poi battetele, al contrario, sul piano di lavoro per agevolare l’apertura.
Tritate molto finemente metà del prezzemolo insieme con l’aglio e l’altra metà con la scorza di limone. Riempite le mammole con questi due composti allargando bene le foglie, salate, pepate. Tagliate il caciocavallo a dadini e distribuitelo dentro i carciofi. Irrorate con un giro d’olio la sommità e ponete dentro una casseruola dai bordi alti, versate 300 ml di acqua con le foglie d’alloro e cuocete per circa 25 minuti. Serviteli tiepidi o a temperatura ambiente.


mercoledì 25 febbraio 2015

mescolanze e assonanze

Alla fine della fiera che male c'è se, sulla base di due ricette della tradizione, ne realizzo una sula? Niente, 'u sacciu, era così per introdurre 'sta ricetta che marìta i broccoli con le sarduzze, con il beneplacito della passolina e dei pinoli e l'esultanza del finocchietto. Ah, ancora 'na cosicedda v'ha diri, i broccoli 'n Paliemmu sunnu i cavuluciuri, io ho usato i broccoli veri, come si evince dall'allegra diapositiva sottostante.
Bucatini con sarde e broccoli arriminati
Per 4 cristiani
360 g di bucatini
2 fiori di broccolo
350 g di sarde già pulite
15 g di pinoli
Una cipolla grossa rossa
30 g di passolina (uva passa)
50 g di mollica di pane fresco
Un cucchiaino di zucchero
La scorza grattugiata di mezzo limone
Olio extra vergine d’oliva
Una alicetta sott’olio
50 ml di vino bianco secco
Una bustina di zafferano
Una grattata di noce moscata
Un piccolo mazzetto di finocchietto di montagna tritato
Lessate i fiori di broccolo ridotti in cimette, dopo averli lavati. Cuoceteli in abbondante acqua bollente salata, dopo la cottura, metteteli da parte conservandone l’acqua.
Tritate finemente la cipolla, ponetela in una tegame con due abbondanti cucchiai d’olio e l’alicetta, fate appassire su fuoco dolce rimestando con un cucchiaio di legno.  Aggiungete la passolina e i pinoli e continuate a mescolare. Unite le sarde ridotte a pezzi, mescolate e sfumate con il vino; alzate la fiamma e sminuzzate il pesce con un cucchiaio di legno. Aggiungete i broccoli e frantumate anche quelli. Sciogliete lo zafferano in mezza tazza di acqua di cottura dei broccoli e aggiungetelo alla salsa di pesce, cuocete per circa 10 minuti, unite la noce moscata, mescolate e spegnete.

Mentre cuocete i bucatini nell'acqua di cottura dei broccoli, preparate la muddica atturrata mettendo in un padellino un giro d’olio con la mollica e lo zucchero, mescolate fino a imbiondire il pane, mettete in una ciotola, aggiungete la scorza di limone e parte del finocchietto, mescolate e ponete in tavola. Scolate la pasta direttamente nel tegame con il condimento su fuoco dolce, aggiungete un paio di cucchiai di acqua di cottura e mescolate, impiattate, cospargete con la muddica atturrata, ancora un po’ di finocchietto tritato e servite caldissima.


mercoledì 28 gennaio 2015

tutto a pallini

Anche qui fa freddino, giorni della merla o no, s'apprisintò un friddu di moriri e le temperature si nnì scinneru della bella; vero è che siamo a gennaio parente di febbraio ma difficilmente mi abituerò alle temperature così fredde. E lo so che molti di voi del nord vi abbagnate il panuzzo perché in Sicilia le temperature sono miti in inverno, ma una cosa è certa, durerà poco e ce la faremo a ritornare al nostro  "solito" inverno.
Non solo fa un friddu d'aggigghiari che s'arrifriddanu puru i sentimenti, per completare l'opera sugnu puru a dieta, dal primo giorno utile dopo feste e avi a durari fino a dopo Pasqua. Facitivi 'stu cuntu...vorrei rammentare che poco ci manca e trasi la primavera.


per due cristiani a dieta
per le polpette
250 g di filetto di merluzzo
150 g di patate (una)
25 g di semi di chia
spezie a piacere
sale e pepe
per il contorno di verdure stufate:
senza dosi, a sentimento, dipende dalla vostra fame
zucchine
carote
pisellini primavera surgelati
aglio
sale
peperoncino fresco
basilico
olio extra vergine d'oliva
acqua


lavate la patata, lessatela con la buccia in acqua fredda, pelatela e schiacciatela con una forchetta
cuocete al vapore il filetto di pesce, mettetelo insieme con la patata, salate aromatizzate con pepe e altre spezie o aromi e schiacciate anche questo con la forchetta amalgamando i due composti. Realizzate delle palline grosse come una noce e passatele sui semi di chia e mettete da parte.
Realizzate le verdure stufate; pelate le carote, lavate le zucchine e spuntatele, pulite l'aglio, tagliatelo a metà e degerminatelo. Affettate le zucchine e le carote con una mandolina,mettetele dentro un tegame con un cucchiaio d'olio, l'aglio, i piselli, il peperoncino affettato e mezzo bicchiere d'acqua, salate, coprite con un coperchio e portate a cottura, tgliete il coperchio e fate asciugare l'acqua in eccesso.
Servite le polpette tiepide accompagnate dalle verdure stufate.


sabato 24 gennaio 2015

immagini a colori caldi

 
M'innamoro delle immagini in genere, dei colori e delle emozioni che mi trasmettono. Paesaggi montani, colline aspre invernali o raccontate in primavera, con lo sfavillìo del verde rinascita.
 Uh, i miei preferiti sono i paesaggi marini. adoro il mare sempre; d'inverno è rude, affascinante e sferzante quando soffia il vento di tramontana. D'estate non ne parliamo, talmente mi affata.
Spettacolari sono i ritratti realizzati da fotografi bravi, ma bravi veramente nei quali le espressioni dei protagonisti sono colte fin nel profondo dell'anima.
 Infine amo le foto che ritraggono il cibo, ah! un capitolo a parte perché quelle posso avere l'opportunità di assaggiare quell'immagine realizzando la ricetta. Che io riesca a riprodurre anche la bellezza dell'immagine è difficile ma io ci provo comunque. Macari riesco a fare innamorare qualcuno anch'io.
 Tutto 'sto giro per dire che ho visto, in rete, una foto meravigliosa di carote arrosto, bella da mozzare il fiato, talmente bella che non la trovo più. Porca miseria, ma come fu? Si piddìu nella rete? Eppure l'avevo salvata da qualche parte...ma dove? Nu sacciu!
 E va beh, non mi sono persa d'animo, ho googolato ricerca--> carrots roasted--> immagini--> trovo 'millemila' foto ma non quella che cerco.

Allora nenti fazzu? Scelgo le immagini che mi piacciono di più, leggo le ricette e ne fazzu una miscellanea: ecco chi nisciu 'o laggu taliando queste due ricette, qui e qui

carote speziate
per 4 cristiani:
2 mazzi di carote con il ciuffo
40 g di olio extra vergine d'oliva
un cucchiaino di semi di papavero
un cucchiaio di harissa
1/2 cucchiaino di paprika forte
2 cucchiaini di cumino
2 cucchiaini di succo di limone
un cucchiaino di miele
2 stecche di cannella di 10 cm 
sale e pepe
un'arancia 
feta

tagliate buona parte del ciuffo delle carote, lasciatene circa 10-12 cm (la lunghezza del ciuffo non è legato alla riuscita della ricetta, è "solo" un elemento decorativo). Lavate le carote, tagliatele a metà se sono grosse, in caso contrario lasciatele intere. ponetele in una teglia capiente. Preparate un'emulsione con tutti gli altri ingredienti e con un pennello distribuite sulle carote; affettate l'arancia dopo averla lavata e asciugata e distribuite le fette a caso sulle carote. Infornate in forno caldo a 190°C per 25-30 minuti. Fate intiepidire e, se volete, distribuite la feta prima di servire. 


giovedì 6 novembre 2014

la potenza del verde


ho letto che il verde è equilibrio, tranquillità e serenità. Ho letto pure che è collocato esattamente al centro nello spettro luminoso, a fare da spartiacque tra toni freddi e toni caldi. La Sciiiienza dei Colori lo suggerisce nelle situazioni emotive di agitazione e nelle ricerche di autorealizzazione e autostima. Il mio amico Ciro Imparato ha scritto un libro sui colori della voce e la voce verde "provoca un effetto incredibile: dopo tre minuti di ascolto di voce verde, le persone hanno un rallentamento del battito cardiaco, si rilassano [...] oltre a generare fiducia ha anche un importante impatto psicologico e terapeutico: chi parla con voce verde trasferisce un senso di pace attorno a sé." Ora, se volete imparare a usare la voce verde e a conoscere la vostra voce accattatevi 'u libru :D

Dunque mi sono detta: cu 'sta cabasiso di dieta come avimu a fari? Mi spardirìa i vesti di supra, m'abbuttò. Mi annoio, mi annoio, mi annoio, ma veramente, mi veni 'i chianciri, allora mi si è accesa la lampuzza 'ntò ciriveddu. E se provassi con i colori? Ecco, meglio mi sento.

Frittelline al verde pisello e pistacchi
per due cristiani:
300 g di piselli surgelati
una cipolla rossa
400 ml di brodo vegetale
40 g di latte parzialmente scremato
un uovo
40 g di farina di riso
4 g di lievito chimico
100 g di caciocavallo fresco (tagliate 6 fettine)
un'idea di olio extra vergine d'oliva
granella di pistacchio
4 fettine di pane abbrustolite
ponete in un tegame i piselli e la cipolla affettata, coprite con il brodo e cuocete fino a quando saranno morbidi, circa mezz'ora. Appena sono cotti metteteli nel robot da cucina e riducete in purea.
Fate raffreddare, aggiungere l'uovo sbattuto, la farina e il lievito. Arroventate una padella per crepes, pennellate con l'olio e realizzate una prima focaccina verde, con queste quantità ne otterrete 6. fate cuocere bene la base perché la frittella è molto morbida e nel girarla si romperebbe; con un gesto veloce e muniti di una paletta voltate la frittella e cuocete dall'altro lato. in un'altra padella arroventata scaldate le fette di formaggio e il pane; impiattate ponendo alla base due fette di pane, una frittella e una fetta di formaggio, fino a esaurire gli ingredienti e completate le torrette con la granella di pistacchi, servite caldo o tiepido.

giovedì 2 ottobre 2014

Ultimi!

Ultimi fiori di zucca, ultimi tenerumi, ultimi pomodorini. Pomodorini di sicuro, oramà si sente la serra sotto ai denti, buccia dura e senza sapore, non si ponno manciari cchiù; peggio per loro, la stagione è finita, si nnì parra l'anno prossimo quannu s'appresenta di nuovo l'estate.
 Ma l'ingrediente principe per cui nacque 'sto piatticeddu è il lemon grass, finalmente lo trovai e lo volli provare, "dice" che sta bene con i pesci ma anche con il pollo; è una pianta arbustiva nativa delle regioni tropicali dell'Asia e dell' India. Aromatica, dal sapore e dal ciavuru di limone, viene usata nella cucina indiana e orientale in genere, ha un inconfondibile aroma agrumato e balsamico. E' proprio la pianticedda che fa per me. L'ho comprata domenica scorsa all'orto botanico di Palermo alla mostra mercato "La Zagara". Metterò degli steli in acqua per farle radicare e poi vi cuntu.
 
 Riso Basmati con salmone, fiori di zucca, foglie d tenerumi e lemon grass
sulu ppì mia:
70 g di riso basmati
un cucchiaino di olio di semi di nocciole
una spolverata di curry
140 g di salmone
qualche foglia di tenerume
10 fiori di zucca
uno stelo di lemon grass
un peperoncino di cayenna
2 cm di zenzero grattugiato
uno spicchio d'aglio degerminato
vino bianco
sale
lessate il riso in acqua salata, scolate e conditelo con l'olio e il curry, coprite e mettete da parte.
Pulite il lemon grass, eliminate le foglie più dure e la parte basale coriacea, affettatelo a rondelle, tritate l'aglio, grattugiate lo zenzero, e tritate il peperoncino.
 
Soffriggete il battuto in un cucchiaio d'olio, aggiungete un dito d'acqua e stufate per fare appassire. Unite le foglie di tenerumi e il salmone tagliato a dadini, appena l'acqua sarà evaporata aggiungete un dito di vino e sfumate infine salate. Eliminate i pistilli dai fiori di zucca, puliteli delicatamente  e tagliatene alcuni a striscioline uniteli al pesce, mescolate, spegnete il fuoco, coprite con un coperchio e fate riposare qualche minuto prima di servire con il riso aspeziato.



lunedì 1 settembre 2014

polpettando

Oggi, primo settembre 2014, vedo polpette dappertutto! Ma che fu? manco fussi un contest, hanno polpettato Sarah Fel, Gabila e Donna Hay.
 A 'sto punto mi ci metto anch'io con la mia dieta del lunedì senza tristezza, con le polpette di zucchine, carote e semi. Mi fici quattro cunti con il contacalorie sul web, iddu dice che, a persona, queste polpette contengono 349 kcal, sarà vero? Mah! quello che so è che buone sono.
per 4 cristiani:
600 g di zucchine mondate
200 g di carote mondate
50 g di provola affumicata
70 g di pangrattato
5 g di semi di lino
2 uova
sale
pepe
noce moscata
un cm di zenzero grattugiato
6-7 foglie di basilico tagliate a pezzetti
per la finitura:
35 g di cimino (sesamo)
50 g di pangrattato
lessate in acqua salata, per circa 15 minuti, le zucchine tagliate a tocchetti e le carote tagliate a rondelle, scolatele, fate intiepidire e passatele al mixer. Sgocciolate il composto dentro un colapasta dai fori piccoli. Impastate il composto di zucchine con 70 g di pangrattato, le uova, la provola a pezzetti, i semi di lino, il basilico, la noce moscata e lo zenzero. Lavorate per amalgamare, aggiustate di sale e pepate. Otterrete un impasto molto morbido, abbiate cura nel maneggiarlo.
 Mescolate il sesamo con il pangrattato per la finitura, formate delle polpette, passatele nel mix di pangrattato e sesamo e ponete su una placca foderata con carta forno. Cuocete in forno a 180°C per 15 minuti e finite con qualche minuto di grill e servite tiepide.

sabato 16 agosto 2014

Sicilia

Gli arabi, e non solo loro, in Sicilia ficiru man bassa, s'accasaru almeno duecento anni prima dell'anno mille e se la scialaru facendo i padroni.
 La nostra terra fertile fu; l'acqua, ai tempi, c'era a tinchitè, mica come ora che ti devi installare il serbatoio cilistino 'ncapo al tetto della casa, con la possibilità, se sei fortunato, di riempirlo du vote o jornu. Considerando, quindi, che c'era un mare d'acqua, iddi, che 'u ciriveddu ci caminava, nenti ficiru?, s'ingegnaru a convogliarla in lungo e in largo per irrigare i campi, producendo meraviglie delle meraviglie che ancora oggi nnì manciamo, trasformate in ricette sfiziuselle, influenzate, manco a dirlo, dal loro modo di cociri. Il timballo prende il nome dal tamburo, ed è di origine araba. Si realizza in mille modi diversi, avvolto da una copertura morbida o croccante ma sempre di un piatto opulento si tratta. 
Timballo di anelletti alla Norma
Per 8 cristiani:
700 g di pasta formato anelletti
6 grosse melanzane
1200 g di passata di pomodoro
un cucchiaio di estratto di pomodoro
uno spicchio d’aglio
un mazzetto di basilico
olio extra vergine d’oliva
una foglia d’alloro
circa mezza formina di ricotta infornata
sale grosso
sale
pepe
Lavate le melanzane, eliminate il picciolo, pelatele a strisce e tagliatele a fette nel senso della lunghezza a uno spessore di circa un dito, mettetele a strati dentro un colapasta distribuendo il sale grosso; perderanno l’acqua di vegetazione assorbendo meno olio durante la frittura.
Dopo circa un’ora di riposo, sciacquate le fette e strizzatele con delicatezza senza romperle. Ponete in una larga padella un dito d’olio, portatelo a temperatura su fuoco vivace.  Tamponate le melanzane con della carta assorbente e friggetele fino a doratura, aggiungendo olio man mano che si abbassa il livello. Fate scolare l’unto in eccesso su un piatto foderato con carta da assorbente.
Preparate la salsa soffriggendo lo spicchio d’aglio tagliato a metà, unite la salsa qualche foglia di basilico, l’estratto e l’alloro, portate a cottura, salate, pepate e fate raffreddare.
Portate a bollore abbondante acqua salata, cuocete la pasta molto al dente; gli anelletti necessitano di 13 minuti di cottura, io li scolo a 9’. Nel frattempo foderate, con le fette di melanzana più grandi, uno stampo per ciambella (o una teglia comune) dai bordi alti e di 26 cm di diametro, conservate 5 o 6 fette per la copertura. Scolate la pasta e versatela nel contenitore con la salsa. Aggiungete le melanzane rimaste tagliate a pezzetti, la ricotta infornata grattugiata, e il basilico spezzettato con le mani, unite una macinata di pepe e amalgamate i sapori. Versate gli anelletti dentro lo stampo, livellate e coprite con le fette di melanzane messe da parte. Infornate a 180°C per circa 20 minuti, fate intiepidire prima di capovolgere il timballo su un piatto da portata  e servire con una manciata di ricotta e qualche foglia di basilico.


In alternativa, nulla vieta di realizzare dei piccoli timballi monoporzione



martedì 24 giugno 2014

parmigiana di zucchine o frittata al forno?

Su 'Sale & Pepe' di maggio 2014 a pagina 38, troverete una ricettuzza gradevole da vedere, picchì la bellezza è la prima cosa che a me salta agli occhi, non so a voi. Allora dopo una scorsa agli ingredienti ho dovuto apportare qualche modifica per evidenti incompatibilità del mio sposo con la ricotta. Ho aggiunto 'n'anticchia di pan grattato e anche aumentato le dosi seguendo i miei gusti ma devo dire, per correttezza, che l'incipit partiu di ddà
parmigiana di zucchine o frittata al forno con pomodorini confit
700 g di zucchine
400 g di pomodorini
200 g di formaggio spalmabile
50 g di panna
3 uova separate
100 g di parmigiano grattugiato
olio extra vergine d'oliva
q.b.zucchero
pan grattato
basilico
sale
pepe
accendete il forno a 150°C. Lavate i pomodorini, tagliateli a metà e poneteli su una teglia, foderata con carta forno, con la parte tagliata rivolta verso l'alto, distribuite una spolverata di zucchero, una di sale e una di pepe, irrorate con un filo d'olio e infornate per circa mezz'ora. Spuntate le zucchine dopo averle lavate, tagliate nel senso della lunghezza a uno spessore di circa 4 mm. Sbattete i tuorli con il formaggio, aggiungete la panna e gli albumi montati a neve non troppo ferma. Spennellate di olio una teglia capiente, spolverate con il pan grattato e realizzate uno strato di zucchine, salate leggermente e proseguite con uno strato di pomodori confit, uno di basilico, uno di crema di uova e uno di parmigiano, realizzate gli strati successivi finendo gli ingredienti. Infornate a 180°C per 30-40 minuti. Fredda è buonissima.



giovedì 15 maggio 2014

come dilatare il tempo in una soleggiata mattina di maggio

Difficile? Ma no!
Complicata? Ma no!
Camurriusa? N'anticchiedda devo dire, ma tanto che avevo da fare stamattina? Mi volevo dedicare anima e core al mio pranzo e lo volevo fare con tutti i santi sacramenti. Ho usato tutte le pentole che avevo a disposizione...impossibile, vero è; per usarle proprio tutte mi ci vorrebbe un giorno intero, ne ho un numero inenarrabile; sicuramente posso dire di avere usato una WMF, una Roccianera e una Emile Henry. Praticamente fici l'anplein; come dicevo l'altro giorno? Ah, si! I ferri fanno il mastro, eccome.
per 4 cristiani:
per i ceci
150 g di ceci secchi
800 ml di brodo vegetale
una carota
un mazzetto di prezzemolo
uno scalogno
olio extra vergine d'oliva
tritate finemente il prezzemolo, la carota e lo scalogno, soffriggete in un cucchiaio d'olio, dentro la pentola a pressione, unite i ceci secchi sciacquati (senza ammollo) coprite con il brodo, chiudete il coperchio della pentola a pressione WMF, aspettate che il  secondo anello arancione dell'indicatore di cottura sia completamente visibile e cuocete per 45 minuti. Sfiatate e scolate i ceci conservando il brodo.
per il tajine
olio extra vergine d'oliva
300 ml di brodo vegetale
un cucchiaino di estratto di pomodoro
2 scalogni
2 carote
100 g di patate
2 cm di zenzero fresco
curry
paprica dolce
16 gamberi
500 g di asparagi sottili
nella tajine Emile Henry mettete un cucchiaio d'olio, lo scalogno affettato, l'estratto di pomodoro, lo zenzero tritato e due cucchiai d'acqua, stufate leggermente e aggiungete le patate e le carote affettate a rondelle, unite il brodo, le spezie e gli asparagi  dopo aver eliminato la parte dura. Coprite con il coperchio e cuocete per 15 minuti, unite i gamberi e cuocete ancora 10 minuti.
per il cous cous alla vaniglia
200 g di cous cous precotto
1 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva
350 ml di brodo di cottura dei ceci
una baca di vaniglia
in una casseruola in pietra Roccianera ponete l'olio e e il cous cous, portate a temperatura la pentola e tostate il cous cous con una spatola.
 Spegnete il fuoco e unite il brodo caldo, mescolate e coprite con un coperchio, lasciando riposare per 10 minuti mescolando ogni tanto.
  Sgranate con una forchetta e cospargete con i semi di vaniglia.

Servite nei piatti individuali con cous cous in forma e il tajine vicino oppure scolate il tajine sul cous cous e portate in tavola la pentola.





martedì 15 aprile 2014

A.A Ancora Asparagi

E ora basta! Almeno per un po'.
Bello è bello, che quando arriva la primavera faccio incetta di ingredienti di stagione, poi però mi fisso; mi capita come ai picciriddi che ritrovano giocattoli con i quali non giocavano da tempo, però si stancano e cercano qualcosa di nuovo. Uguale uguale io con gli asparagi, metto da parte per una prossima volta, magari prima che finiscano.
400 g di asparagi da mondare
100 g di panna a lunga conservazione
30 g di parmigiano grattugiato
2 uova
sale
pepe
noce moscata
olio
pan grattato
eliminate la parte dura degli asparagi, cuoceteli al vapore, salate e conservate qualche punta per la decorazione, frullate il resto. 
Sbattete in una ciotola le uova con la panna, aggiungete il parmigiano, aggiustate di sale e unite la purea di asparagi, pepate e grattugiate un po' di noce moscata. Oleate 4 stampini monoporzione da crem caramel, cospargete con il pan grattato, suddividete il composto agli asparagi, poneteli dentro la vaporiera e cuocete per circa 20 minuti.

sabato 15 marzo 2014

Primavera

E' nell'aria, si sente! Se ciavurìi l'aria la senti che è diversa, isa le nasche e ciavurìa, dimmi che senti? Profumi inebrianti, l'erba tagliata, fiori che sbocciano e arricrìano, ciavuru a tinchitè. 'Nsumma, penso proprio che per quest'anno, a meno di qualche altra pioggia marzulina, l'inverno lo salutammu "senza se e senza ma".
Ora, io dico, con tutto 'stu ciavuru e tutta 'sta biddizza di primavera, l'occhi non ti fanno pupi pupi appena vidi la bellezza della freschezza della verdura di stascione? Ammia si! Nella sporta della spesa ci misi: favette, asparagi,scalogni e finocchietto. Alla cassa chidda mi fa:
"signora l'accattò 'ì saiddi?" 
"Nonsi, 'i saiddi a mari sunnu"
"Ah! e che ci fa cu 'stu finocchiettu?"
Ecco che il cameratismo tra massare viene fuori, con una chilata di" mi faccio i fatti tuoi" e se mi piace "mi dai la ricetta". E va beh! Niente ci fa, solo che a quel punto la coda alla cassa era disarmante.
Il piatto è camurriusu per i più ma io mi rilassai.
spaghetti alla carbonara di fave e finocchietto
per 4 cristiani:
320 g di spaghettoni
3 scalogni
50 g di pancetta affumicata
500 g di asparagi da mondare
1 kg di fave da mondare
200 g di finocchietto da mondare
1 uovo grosso o 2 piccoli
20 g di parmigiano grattugiato
un cucchiaio di olio extra vergine d'oliva
sale e pepe
Eliminate il baccello delle fave e tuffatele in acqua bollente salata per circa 10-15 minuti. Raffreddatele in acqua e ghiaccio e poi eliminate la cuticola. Mondate il finocchietto e cuocetelo in acqua abbondante salata, scolatelo e tritatelo finemente, conservando l'acqua per la cottura della pasta. Mondate gli asparagi, e lessateli in acqua bollente salata per circa 15 minuti o fino a quando saranno teneri. Taglieteli a tocchetti. In una padella  unite l'olio e un dito d'acqua, stufate gli scalogni tagliati a rondelle, unite la pancetta e le verdure, mescolate e spegnete. Sbattete l'uovo, unite il parmigiano, un pizzico di sale e il pepe. Cuocete la pasta nell'acqua usata per cuocere il finocchietto, scolatela e mescolatela con le verdure, unite l'uovo,poca acqua di cottura della pasta, se serve, maneggiatela sul fornello caldo ma spento e servite subit.o

martedì 18 febbraio 2014

...e che cavolo!

 per le mie fissazioni sui cavoli mi assumo le mie responsabilità, per quelle sui cavoletti andate a chiedere conto e ragione al fridge di Londra, io me ne lavo le mani. E' normale che appena vedo i cavoletti di bruxelles io li debba comprare? Una reticella da unchilo ne accattai, e poi? E poi li devo cucinare, impupare e mangiare. Quindi vi tocca (per carità, solo per chi se l'accolla) questa ricetta dello strudel salato al cavolo viola con una nota verde del cavoletto, quelli che erano rimasti eh? Picchì 'n'anticchia al forno, 'n'anticchia in insalata, 'n'anticchia in umiTo me li sono mangiati tutti, compresa 'sta versione. La ricetta l'ho appuntata in un vero e proprio pizzino mentre la realizzavo, talìate ccà
 
ordunque mi erano rimasti gli ultimi 100 grammiceddi di cavoletti di Bruxelles poi, per colorare assai, ci misi 400 g di cavolo 'incappucciato' viola, per dare una nota duci ci misi 3 pere, per una nota filante ci misi 250 g di scamorza e per la croccantezza abbrustolita pinsai ai pinoli che nel vero strudel duci ci sunnu. Per assuppare il suchetto della verdura spolverai 40 g di pangrattato su 6 fogli di pasta phillo, generosamente pennellati con olio exra vergine d'oliva. Ma provo ad andare con ordine, s'annunca vi cunfunniti
c'è pochissimo da fare; affettate le verdure, stufatele in una padella antiaderente con un'idea di olio e il coperchio, idde rilasceranno l'acqua di vegetazione a quel punto levate il coperchio e portate a cottura secondo il vostro gradimento, salate e pepate, aggiungete i pinoli tostati, la scamorza e le pere tagliate a cubetti, mescolate e fate intiepidire. Su una placca, foderata con un foglio di carta forno, stendete un foglio di pasta phillo, pennellatelo con dell'olio extra vergine d'oliva, sovrapponete un altro foglio di pasta phillo e procedete così fino a sovrapporre tutti i fogli ben unti. Distribuite il pan grattato, poi il ripieno lasciando un paio di centimetri di bordo tutt'intorno. Ripiegate il bordo verso l'interno e 'strudellate' stretto stretto, ossia avvolgete il rotolo, dal lato corto e ben stretto lasciando la chiusura sotto la pancia dello strudel. Pennellate con altro olio e infornate in forno caldo a circa 180°C per circa 20-30 minuti, regolatevi secondo la conoscenza del vostro forno. E ccà vi lassu, baciamo le mani.